L’Economia solidale a Trento

111 aderenti, 2500 occupati, 200 milioni di fatturato: ecco l’economia solidale a Trento

Economia solidale può sembrare un ossimoro, ai più. Ma così non è: si tratta, infatti, di un modo di fare economia, facendo del bene e facendo rete.

Cita la Legge provinciale n. 13 del 17 giugno 2010 per la “Promozione e sviluppo dell’economia solidale e della responsabilità sociale delle imprese”: “Per promuovere lo sviluppo civile, sociale ed economico, la Provincia di Trento riconosce e sostiene l’economia solidale nell’ambito d’interventi finalizzati alla valorizzazione dell’economia responsabile e sostenibile, improntata a criteri ispirati, in modo particolare, all’equità sociale, alla solidarietà, alla centralità della persona, della coesione sociale e del rapporto con il territorio.”

Per economia solidale si intende infatti lo svolgimento dell’attività economica e culturale che consente il conseguimento di obiettivi d’interesse collettivo più elevati rispetto alle soglie fissate dalla normativa vigente; tale modalità è basata sulla valorizzazione delle relazioni tra i soggetti, su un’equa ripartizione delle risorse, sul rispetto e sulla tutela dell’ambiente, sul perseguimento di obiettivi sociali.

I principi

I principi di questo modo di fare economia sono: ecocompatibilità, trasparenza, equità e solidarietà, buona occupazione, partecipazione, consapevolezza del limite umano e naturale.

I soggetti identificati dalla Legge per la promozione di tale concetto sono la Segreteria del Tavolo provinciale dell’economia solidale e il Tavolo provinciale.

La Segreteria del Tavolo dell’economia solidale è gestita dall’Associazione Trentino Arcobaleno (che ha vinto il bando e che organizza anche annualmente la fiera Fa’ la Cosa Giusta! a Trento) e sviluppa una serie di progetti legati alla filiera corta, tra i quali il Mercato dell’economia solidale a Trento e ad Ala e la filiera della farina trentina http://www.economiasolidaletrentina.it/attivita/.

Compito primario del Tavolo, composto da 11 membri, è svolgere la funzione di raccordo tra le esigenze degli operatori dell’economia solidale e la Giunta provinciale, gestendo quindi confronti e sollecitazioni provenienti da diverse realtà economiche riguardanti lo strumento dei disciplinari e monitorando tutto l’iter di adesione agli stessi.

Il Tavolo organizza anche numerosi momenti di formazione e informazione per gli aderenti, le attività economiche, le realtà pubbliche e la cittadinanza sui temi dell’economia solidale.

Le azioni svolte riguardano soprattutto i progetti di filiera intra e intersettoriali, in concertazione e a favore degli aderenti, sui temi e con i principi dell’economia solidale (ad esempio corsi di approfondimento tematici, reintroduzione del grano nei territori, introduzione di professionisti gestionali nei Gruppi di acquisto solidale).

In questa immagine il Mercato settimanale dell’economia solidale a Trento (foto archivio Tavolo dell’Economia solidale)
Il mercato dell’economia solidale a Trento (foto archivio Tavolo dell’Economia solidale)

Il progetto “Filiera corta del pane trentino”

Ad esempio, il progetto “Filiera corta del pane trentino” nasce dall’idea di ricreare in provincia di Trento una filiera del pane tramite il re-inserimento della coltivazione dei cereali, scomparsa a favore di colture più redditizie. I beneficiari sono sia gli agricoltori, soprattutto di montagna, per la possibilità di recupero e valorizzazione dei terreni marginali, privi di irrigazione, e di integrazione del reddito, ma anche diversi panificatori, interessati a realizzare pane di alta qualità con farina locale, e quindi i consumatori, sempre più attenti ai prodotti alimentari di qualità, provenienti da sistemi di coltivazione sostenibili e a filiera corta.

Il progetto è promosso da soggetti diversi, quali la Comunità della Valle dei Laghi, la Fondazione Mach e alcuni GAS locali, ed è stato premiato a settembre 2017 come “miglior messaggio di cultura del pane delle Alpi” da Alpi Bio.

Economia solidale trentina collabora anche con il progetto Nutrire Trento, di cui abbiamo parlato nello scorso articolo http://trentinonatura.it/a-trento-si-promuove-leconomia-circolare/?fbclid=IwAR2hTEdkQ8_oUnfJ7AroN58R7_WRlbXDo3_yImo4kgjIwlBAnptniWTy7p0

Gli aderenti all’economia solidale ad oggi sono 111, per un totale di 2500 occupati e 200 milioni di fatturato.

I requisiti per iscriversi a Economia solidale trentina

L’iscrizione all’economia solidale trentina è una possibilità gratuita che la Provincia fornisce a buone pratiche in Trentino per dare visibilità e creare progettualità condivise. I prerequisiti per iscriversi a uno dei 13 settori previsti sono: avere una sede in provincia di Trento e realizzare il fatturato per almeno il 50% nel settore di riferimento: a) prodotti agricoli e agroalimentari biologici e biodinamici; b) commercio equo e solidale; c) welfare di comunità; d) filiera corta e garanzia della qualità alimentare; e) edilizia sostenibile e bioedilizia; f) risparmio energetico ed energie rinnovabili; g) finanza etica; h) mobilità sostenibile; i) riuso e riciclo di materiali e beni; j) sistemi di scambio locale; k) software libero; l) turismo responsabile e sostenibile; m) consumo critico e gruppi di acquisto solidale.

Risulta quindi fondamentale ampliare la rete per accorciare la filiera.

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