Il libro: “Nella selva oscura”

In libreria e nei bookstore online i racconti dell’esperto faunista Aldo Martina

Ho conosciuto Aldo Martina “sul campo” della divulgazione ambientale, nella foresta di Paneveggio, intento a illustrare a un folto pubblico le meraviglie del cervo nella stagione dei bramiti, a cavallo tra settembre e ottobre dello scorso anno. 

Come tutti i presenti, rimasi affascinato dalla sua capacità di mescolare un sapere profondo, distillato da innumerevoli ore di studio e osservazione, a una teatralità leggera, piegata all’obiettivo di spiegare emozionando.

In quell’occasione seppi della recente pubblicazione del suo libro “Nella selva oscura” e ne chiesi subito una copia; ero curioso di scoprire se Aldo Martina era riuscito anche nella scrittura a tenere insieme l’anima del ricercatore e gli stratagemmi del divulgatore. E così è stato, in effetti. 

In questa immagine lo scrittore e naturalista Aldo Martina autore del libro “Nella selva oscura”
Aldo Martina, autore del libro “Nella selva oscura”

Nella forma di un libro di memorie dell’autore, che guarda al proprio passato con la voglia di evidenziarne i momenti salienti, il libro muta a tratti in breve saggio di divulgazione ambientale e in altri a resoconto di un lungo viaggio – professionale – a tutela delle straordinarie risorse faunistiche della nostra penisola.

Romano, laureato in Scienze naturali all’Università di Roma “La Sapienza”, Aldo Martina ha lavorato per vari enti, sia pubblici che privati, in ambito faunistico e nella didattica ambientale. Trentino d’adozione, da diversi anni vive in Primiero, dove collabora, in particolare, con il Parco di Paneveggio Pale di San Martino.

Negli anni l’autore si è occupato di animali selvatici di ogni genere: dai lupi della Majella ai cervi e agli stambecchi delle Dolomiti; dalle tartarughe marine di Linosa ai caprioli delle Crete Senesi; dai cinghiali della Tuscia alle “invadenti” colonie di storni della capitale; dalle garzette e dagli aironi delle anse del Tevere fino ai verdoni e ai verzellini delle prime, artigianali esperienze giovanili di birdwatching dal balcone di casa. 

In questa immagine la copertina del libro di Aldo Martina
La copertina del nuovo libro di Aldo Martina “Nella selva oscura”

Pur non disdegnando occasionali incursioni in scenari più esotici, al centro di questo libro c’è soprattutto la fauna italiana, tanto quella mitizzata spesso negativamente – e a torto – dall’immaginario popolare (animali come il lupo), quanto le specie più abitualmente considerate “pacifiche”. 

Un punto alto di suggestione il libro lo raggiunge nella descrizione della celebre “foresta dei violini” di Paneveggio, in Val di Fiemme, un ecosistema che l’autore – appassionato delle vicende della Grande Guerra – non può fare a meno di contestualizzare anche in termini storici: “Quella di Paneveggio è una foresta eclettica, se la si osserva con animo letterario, sostanzialmente omogenea appare invece all’occhio del botanico o del forestale. Un dualismo solo apparentemente contraddittorio; che siano quelle di un umanista o di un naturalista, le emozioni in quella straordinaria e antica pecceta sono univocamente stimolate. È casa e rifugio millenario per una moltitudine di esseri, ma per una frazione infinitesima della sua esistenza è stata anche retrovia insanguinata per un’unica specie.” 

Dovesse esistere una formula della felicità, potremmo dire che svolgere un lavoro appassionante ne sia uno degli ingredienti principali. È questo il primo di molti insegnamenti che – come in certe fiabe – emergono dalla piacevole lettura di “Nella selva oscura. Racconti naturalistici vissuti sul campo”, di Aldo Martina (Edizioni del Faro, pagine 216, € 15,00), da poco uscito in libreria e nei bookstore online. 

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