Addio a Cesare Maestri, il “Ragno delle Dolomiti”

Il grande alpinista si è spento a 91 anni

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Cesare Maestri al Trento Film Festival nel 2019
Cesare Maestri al Trento Film Festival nel 2019

Cesare Maestri, il grande alpinista trentino, si è spento oggi all’età di 91 anni. Rocciatore dalle doti rare, scrittore, partigiano, attore, Cesare Maestri ha vissuto la montagna con un’intensità straordinaria, entrando presto nella leggenda dell’alpinismo internazionale.

Di lui raccontava spesso che si trovava più a suo agio quando scalava in discesa (molte volte senza corda) anziché in salita. Ma negli ultimi anni della sua vita diceva: “La mia vera impresa è essere diventato vecchio”.

A dare notizia della sua scomparsa è stato il figlio Gianluigi che ha scritto: “Questa volta Cesare ha firmato il libro di vetta della scalata della sua vita”.

Socio onorario del Trento Film Festival, nel 2019 nell’ambito della 67ma edizione della rassegna cinematografica, ha ricevuto una Genziana alla carriera. Una carriera durante la quale ha realizzato oltre 3.500 scalate, molte delle quali in solitaria. Epiche, nel 1951 (un anno prima di diventare guida alpina) le solitarie sulla via Detassis-Giordani al Croz dell’Altissimo e la discesa, senza corda, dalla via “Diretta” della Paganella.

Il nome di Cesare Maestri è legato anche alla Patagonia. Nel 1957 partecipò alla spedizione trentina guidata da Bruno Detassis al Cerro Torre, ma che non scalò. Tornò al Torre nel 1958 e poi l’anno seguente, con Toni Egger e Cesarino Fava. E proprio nel 1959 l’alpinista arrivò in vetta, ma nella discesa, ha raccontato lui stesso, Toni Egger precipitò, portando con sé le prove fotografiche della conquista della cima. Questa ricostruzione è stata contestata da Reinhold Messner, secondo il quale la cordata si fermò prima della cima del Torre. Ma Cesare Maestri ha sempre replicato alla tesi di Messner, confermando la sua versione dei fatti.

Nel 1970 l’alpinista trentino tornò ancora al Torre che scalò usando un compressore di 150 chili col quale attrezzò 350 metri di parete con chiodi ad espansione.

“Cesare Maestri – ha ricordato il presidente del Trento Film Festival, Mauro Leveghi – è stato un bravo alpinista, uno dei migliori della storia. E’ riuscito nella sua impresa più grande, quella d’invecchiare tra le sue montagne senza perdere la vita. Una vita così lunga è un grande dono, che ci ha permesso di amarlo e apprezzarlo a lungo. Ma la sua scomparsa lascia comunque un vuoto incolmabile”.