Al via il nuovo master “Fauna e Human Dimension”

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Al via il Master Fauna e Human Dimension (foto Luca Bravo)
Al via il Master Fauna e Human Dimension (foto Luca Bravo)

La natura da sempre affascina e alcuni suoi aspetti, come la fauna, suscitano grande interesse da parte dell’opinione pubblica, basti pensare a specie carismatiche come lupo (Canis lupus Linnaeus, 1758) ed orso (Ursus arctos Linnaeus, 1758), cioè grandi carnivori.

Chi lavora con la fauna e la sua comunicazione si occupa per forza di qualcosa che suscita tante emozioni spesso differenti e contrastanti. Di conseguenza capita,  purtroppo, alle volte che alcuni argomenti vengano strumentalizzati ad esempio dai mezzi di comunicazione di massa (mass media) o dalla politica, che sempre più spesso oggigiorno trattano temi legati alla fauna ma non sempre e non da tutti, vengono usati termini scientificamente appropriati.

Oggi sono principalmente due figure a fare comunicazione sulla natura: i ricercatori e i comunicatori professionisti. I primi, pur possedendo conoscenze approfondite sulla materia, spesso  utilizzano un linguaggio che può non essere del tutto comprensibile all’opinione pubblica; i secondi, pur avendo gli strumenti per comunicare, spesso faticano a comprendere e “tradurre” dati, protocolli e schemi di campionamento propri della ricerca. Per cui, attualmente, solo di rado la comunicazione è veramente efficace riuscendo a porre la conoscenza a disposizione della comunità. 

Chi si occupa di comunicare la natura deve quindi essere capace di parlare e scrivere con chiarezza. Tale capacità può essere acquisita da figure di qualsiasi estrazione (ricercatori, giornalisti, appassionati di natura, ecc.) tramite lo studio e la formazione professionale. Il nuovo Master Fauna e Human Dimension sulla comunicazione della natura punta proprio a questo, a migliorare le competenze sia di chi si affaccia per la prima volta alla comunicazione sia dei professionisti in questo campo.

Il Master, promosso dall’Università dell’Insubria è svolto in collaborazione con Istituto Oikos e due importanti partner trentini: la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige ed il Museo delle Scienze di Trento.