Alberi e foreste al centro del festival con “Amici fragili”

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Amici fragili: Le Temps des foràts_Amici fragili
Amici fragili: Le Temps des foràts_Amici fragili

Trento Film Festival e Fondazione Dolomiti UNESCO: una collaborazione per riflettere insieme sul patrimonio naturale, in occasione dei 10 anni dal riconoscimento. Una speciale sezione cinematografica, Amici  fragili, metterà al centro alberi e foreste. Tra arte e filosofia, altre iniziative concretizzeranno una partnership che si fonda sull’amore per la montagna e la volontà di immaginarne un futuro sostenibile.

Subito dopo lo shock dei massicci abbattimenti causati dal “ventomoto” sulle Dolomiti è emerso il desiderio di elaborare, all’interno del Trento Film Festival, la profonda reazione emotiva che quelle immagini hanno suscitato, e la rivelazione della fragilità di un patrimonio naturale che eravamo abituati a considerare eterno. 

Nasce anche così la collaborazione tra Trento Film Festival e Fondazione Dolomiti UNESCO, in occasione del suo decennale, che si è concretizzata in una sezione cinematografica speciale, Amici fragili, e in alcuni appuntamenti di grande spessore che arricchiranno il programma del festival, tutti realizzati con il contributo dei Fondi Comuni di Confine.

Amici fragili sarà un’occasione di riflessione di ampio respiro, capace di guardare oltre l’emergenza e i confini del territorio: il programma infatti presenterà opere di stampo e provenienza disparata, tutte però con protagonisti il legno, gli alberi e i boschi oggi, alla prova dello sfruttamento intensivo, del disboscamento, degli incendi, dei fenomeni naturali, e perfino di una spiazzante performance artistica su scala globale. Programma completo sul sito www.trentofestival.it .

67. Trento Film Festival. Una scena del film Acid Forest
67. Trento Film Festival. Una scena del film Acid Forest nell’ambito della rassegna “Amici fragili”

“Indifferenza” è invece una performance artistica di Marco Nones. Indifferenza. Quella che rende fragile il nostro ecosistema. Quella che scioglie i ghiacciai, innalza il livello dei mari e scatena furiose tempeste. Quella che ha appena abbattuto 14 milioni di alberi fra il Trentino Alto Adige, il Veneto e il Friuli. Indifferenza. Quella che indossiamo per non sentire un dolore. Quella che usiamo per pensare a noi stessi, al nostro immediato presente, al piatto di spaghetti fumante, ai profitti che possiamo trarre. Indifferenza. Quella che si appiattisce in uno smartphone. Quella che ci preserva da emozioni di rabbia e paura. Quella che anestetizza anche l’amore. Quella che dissolve il nostro pensiero e desertifica il nostro futuro. Indifferenza. Quella che, mutando il nostro paesaggio interiore, trasforma il panorama e con lui i riferimenti visivi che guidavano i nostri passi. Indifferenza. Quella che oggi, attraverso piccoli e grandi gesti, insieme proviamo a dissolvere. Cento cervelli umani di ghiaccio, in dimensioni naturali e creati con la collaborazione del Muse di Trento, saranno collocati sabato 27 aprile alle 11.30 in Piazza del Duomo, nel cuore di Trento. Ognuno di loro è appoggiato su una tavola creata con il legno della Magnifica Comunità di Fiemme e proveniente dagli abeti abbattuti durante violenta tempesta che ha travolto la Val di Fiemme il 29 ottobre 2018. La performance dura qualche ora, fino allo scioglimento del ghiaccio, quando su ogni tavola compare la scritta indifference.

Non più l’arte, ma un altro campo del sapere caratterizzerà la serata di domenica 28 aprile,  alle 21.00 presso la Sala della Filarmonica. Con il noto filosofo Vito Mancuso, intervistato da Fausta Slanzi, si rifletterà su La fragilità della bellezza. Mancuso affronta da tempo il tema della bellezza e del suo rapporto con il bene, la verità, l’uomo. La natura, teatro del sublime, appare però sempre più minacciata dai cambiamenti climatici, i cui effetti sono stati sperimentati anche nel territorio dolomitico lo  scorso ottobre. Un evento davanti al quale siamo chiamati non solo a dare risposte concrete, ma anche a ripensare il rapporto tra bellezza e fragilità.

“La Voce delle Dolomiti” è invece una mostra di 60 fotografie di grande formato che celebrano lo splendore di attimi speciali e diventano fonte emozionale per trasmettere quei valori di rispetto e protezione per la Natura, quale patrimonio personale di ciascuno di noi: un dialogo tra la straordinaria bellezza del paesaggio dolomitico e un fotografo, Alessandro Gruzza, in ascolto dei suoi messaggi preziosi. La mostra, realizzata con la collaborazione della Fondazione Dolomiti UNESCO (Fondi Comuni di Confine), Trentino Marketing e Provincia Autonoma di Trento, ha sede presso il Palazzo delle Albere, sarà inaugurata il 27 aprile alle ore 15.00 e sarà visitabile fino al 1 settembre tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle 10.00 alle 18.00 e il fine settimana fino alle 19.00.