Un tratto della Gola del Bletterbach (foto Mirko Demozzi)

Alla scoperta della Gola del Bletterbach

In un’estate dove il caldo si fa sentire noi di Buongiorno Natura abbiamo deciso di recarci all’ombra delle verticali pareti della Gola del Blatterbach. Partiamo da Trento in direzione di Ora e poi, uscendo dall’autostrada A22 in direzione Aldino in circa quaranta minuti di macchina arriviamo al parcheggio dedicato. È qui che ci aspetta un emozionante giro ad anello in un luogo che parla di storia, di ere glaciali, di milioni di anni fa, un sito geologico da scoprire, da capire, da vivere. Infatti non ci siamo andati da soli, ma ci siamo affidati ad una persona a un geologo e accompagnatore di territorio, Mirko Demozzi che ci ha fatto da guida per l’intera giornata, facendoci ammirare e ascoltare quanto di più ricco è nascosto tra le pieghe delle rocce.

La Gola del Bletterbach è un luogo coinvolgente. Per tutti. Quale storia possiamo “leggere” in questi luoghi?

«La gola incisa dal torrente Bletterbach ha iniziato a formarsi circa 18 mila anni fa con lo scioglimento dei ghiacciai. Il torrente nel tempo ha realizzato una forra di quasi 8 chilometri, profonda circa 400 metri. Sono così stati portati alla luce gli strati rocciosi che svelano i segreti di piante e animali che nel Triassico popolarono questa regione dolomitica. Il sentiero classico, quello che porta i visitatori alla gola del Bletterbach, è percorribile in circa 20 minuti. Da lì si risale la gola camminando nel letto del torrente fino alla cascata. A questo punto si può tornare indietro oppure proseguire risalendo il ripido sentiero. Un giro ad anello che riporta al centro visitatori. Il dislivello è di 250 metri e occorre prevedere circa tre ore di cammino». 

Abbiamo notato molti giovani. Forse è più facile imparare sul campo che sui libri?

Gola del Bletterbach (foto Mirko Demozzi)
Un tratto della Gola del Bletterbach (foto Mirko Demozzi)

«Certamente la geologia è affascinante e particolarmente interessante sul campo. I bambini nel Bletterbach hanno la possibilità di diventare piccoli esploratori, giovani geologi alla ricerca di “un passato perduto”. Le attività proposte dal Geoparc inoltre danno la possibilità di toccare con mano le rocce e i sassi del Bletterbach e, perché no, trovare qualche fossile o addirittura qualche impronta di tetrapodo oppure qualche foglia o ramoscello di piante fossilizzate!».

La gola incisa dal torrente Bletterbach ha iniziato a formarsi circa 18 mila anni fa con lo scioglimento dei ghiacciai (foto Mirko Demozzi)
La gola incisa dal torrente Bletterbach ha iniziato a formarsi circa 18 mila anni fa con lo scioglimento dei ghiacciai (foto Mirko Demozzi)

Quali consigli per chi volesse intraprendere questa interessante escursione?

«Il primo consiglio che mi sento di dare è di affrontare l’escursione guidati da un esperto geologo, lo stesso Geoparc mette a disposizione delle guide formate ad hoc. Inoltre è possibile scegliere la propria escursione: sono infatti diversi gli itinerari proposti nell’area, da percorsi più brevi ad itinerari per famiglie, sentieri a tema o attività programmate e dedicate esclusivamente ai bambini. Ovviamente è importante un abbigliamento corretto: è obbligatorio il casco (è noleggiabile presso gli infopoint), indossare calzature idonee alle escursioni in montagna, portare sempre con se dell’acqua e un indumento antipioggia».

E’ consigliabile affrontare la gita guidati da un esperto geologo (foto Mirko Demozzi)

L’ambiente che ci accoglie è a volte fragile.

«Da segnalare è il pericolo caduta massi. Il Geoparc si trova infatti in una forra rocciosa per cui i trekking nella gola vengono fortemente sconsigliati per elevato pericolo di caduta massi e frane nei periodi di gelo o disgelo, cosí come in caso di pioggia o temporali. È pertanto sempre informarsi presso gli infopoint prima di organizzare l’escursione, soprattutto se fatta da soli».

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