Cala la popolazione mondiale di uccelli migratori 

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Uccelli migratori: upupa In volo diventano evidenti le macchie bianche e nere delle ali dell'upupa (foto Jacopo Rigotti)

Uno studio dimostra che i neonicotinoidi contenuti negli insetticidi sono molto dannosi per le popolazioni di uccelli migratori

In Europa i pesticidi a base di neonicotinoidi sono stati vietati dalla fine del 2018. Con il voto favorevole del Comitato permanente su piante, animali, cibi e mangimi (Paff) l’Unione europea ha così bandito l’uso di clothianidin, thiamethoxantre e imidacloprid, i tre insetticidi ritenuti tra i principali responsabili della moria di api. Ma questa classe di insetticidi agricoli non ha effetti negativi solo sulle api. Lo studio A neonicotinoid insecticide reduces fueling and delays migration in songbirds”, pubblicato su Science lo scorso 13 settembre da Margaret Eng e Christy Morrissey dell’Università del Saskatchewan (USask) e Bridget Stutchbury della York University – Toronto, dimostra come alcuni degli insetticidi più utilizzati al mondo a base di neonicotinoidi potrebbero essere tra i responsabili del drastico calo della popolazione mondiale di uccelli migratori, calo che nel recente passato gli studiosi del MUSE hanno osservato anche nella popolazione di uccelli migratori passati dalla stazione di Caset, sulle Prealpi Ledrensi.

Il gruppo di ricercatori, che ha condotto lo studio somministrando dosi di midacloprid al di sotto della soglia presente in natura a 36 passeri corona bianca (Zonotrichia leucophrys) durante una sosta nella migrazione primaverile dal Messico verso gli Stati Uniti e il Canada, ha trovato “prove crescenti che gli uccelli sono regolarmente esposti ai pesticidi, con significative conseguenze negative”. La composizione corporea di ogni uccello studiato è stata misurata prima e dopo l’esposizione al pesticida e sul dorso di ogni uccello studiato è stato applicato un minuscolo trasmettitore radio per tracciare i suoi movimenti in natura. Ne è venuto fuori che “Gli uccelli a cui è stata somministrata la dose più elevata di midacloprid hanno perso il 6% della loro massa corporea in sole 6 ore. Tale dose ha anche fatto sì che gli uccelli rimanessero in media 3,5 giorni più a lungo nel sito di sosta prima di riprendere la migrazione, rispetto ai volatili di controllo. Entrambi questi risultati sembrano essere associati all’effetto di soppressione dell’appetito dell’imidacloprid”.

La migrazione è un periodo critico per gli uccelli e la tempistica è importante. Eventuali ritardi possono ostacolare seriamente il loro successo nella ricerca di compagni e nella nidificazione. Negli ultimi anni in Nord America, al pari di quanto è stato osservato in Trentino nel 2018, le specie di uccelli che durante la loro migrazione fanno affidamento sugli habitat agricoli sono sensibilmente diminuite. Forse questo studio è un segnale: “è il canarino nella miniera di carbone che ci dice che i neonicotinoidi sono molto dannosi per le popolazioni di uccelli migratori”. Anche per questo negli scorsi mesi il Canada ha approvato misure simili a quelle adottate dall’Europa all’inizio di quest’anno e a maggio l’Environmental Protection Agency Usa (Epa) ha messo al bando 12 tipi di neonicotinoidi, ma non ha ancora intrapreso azioni decisive per fermare definitivamente la loro commercializzazione.  Per fortuna per api ed uccelli migratori l’Europa lo ha già fatto. 

(Nella foto in alto di Jacopo Rigotti un’upupa migratrice transahariana)