Capriolo: i segreti del palco e dello specchio anale

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Capriolo (foto Alessandro Forti)
Capriolo (foto Alessandro Forti)

Il palco del capriolo è considerato uno strumento difensivo, ma anche di attrazione per le potenziali partner

Di colorazione grigio-bruna il maschio di capriolo (Capreolus capreolus) ritratto nella foto in basso presenta il tipico mantello invernale, quello “indossato” con la muta autunnale. Ancora poco tempo e i caprioli cominceranno la muta primaverile – collocata tra fine aprile e inizio giugno – un processo graduale e lungo qualche settimana che li porterà a vestire il mantello estivo color bruno rossastro.

Da questo primo piano notiamo anche l’anello perinasale di colore nero (formato dal pelo più scuro che cresce attorno al muso) che ci può aiutare nel riconoscimento della specie. Il capriolo possiede ghiandole frontali i cui secreti servono ad impregnare di ormoni sia il sovrastante palco sia i rami di arbusti e alberelli sui quali si strofina: in primavera per pulirsi dal velluto e in estate per marcare il proprio territorio.

In questa fotto la base delle stanghe del palco del capriolo (foto Alessandro Forti)
La base delle stanghe del palco del capriolo è direttamente a contatto con la pelle dove forma un ingrossamento dai contorni irregolari chiamato rosa. (foto Alessandro Forti)

Il palco del capriolo

Il palco, in questo periodo dell’anno ancora in velluto, è costituito da due stanghe simmetriche che si sviluppano dall’osso frontale. Viene considerato uno strumento difensivo utile durante un confronto con un conspecifico, conferendogli probabilmente un aspetto più minaccioso, ma contemporaneamente lo rende anche più appariscente verso le potenziali partner.

Differenti possono essere i fattori che influenzano lo sviluppo e la forma del trofeo. La classe d’età, cioè i giovani con palchi piccoli e gli adulti con i trofei di dimensioni maggiori. L’habitat come le condizioni climatiche di un’area e la disponibilità alimentare, ad esempio climi miti ed inverni non particolarmente rigidi, permettono ai caprioli di nutrirsi adeguatamente ed avere trofei più sviluppati. Lo stress che solitamente se elevato coincide con dimensioni minori del palco ed infine il patrimonio genetico, anche i caratteri ereditari hanno la loro importanza.

In questa immagine un capriolo pronto al balzo e alla fuga (foto Alessandro Forti)
Pronto al balzo e alla fuga. Il sedere bianco del capriolo, chiamato “specchio anale”, assume un importante significato nelle relazioni intraspecifiche; quando un capriolo si sente spaventato grazie ai muscoli erettori del pelo, lo specchio anale aumenta di dimensioni fungendo in questo modo da segnale visivo per i conspecifici mettendoli in allarme (foto Alessandro Forti).

Bisogna ricordare, infine, che il numero di punte non è in relazione diretta con l’età di un individuo e che lo sviluppo delle stanghe dipende principalmente dalle condizioni in cui un animale riesce ad affrontare l’inverno, periodo coincidente con la crescita del palco.