Caprioli “in velluto”

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Capriolo con il palco coperto dal classico velluto (foto Alessandro Forti)

In inverno i palchi dei caprioli sono coperti da un rivestimento cutaneo davvero particolare: il velluto. Ecco di che cosa si tratta

Nei caprioli (Capreolus capreolus), dei cervidi, solo nei maschi è presente il trofeo cioè il palco che si sviluppa dalle ossa frontali del cranio ed è costituito da vero tessuto osseo. Ogni anno puntualmente, tra ottobre e novembre, i caprioli perdono il proprio trofeo ed è possibile osservarli “calvi”.

La ciclica caduta e crescita annuale dei palchi è regolata da specifici ormoni prodotti dall’ipofisi e dai testicoli. Lo sviluppo del trofeo durante l’inverno è dovuto alla somatotropina, un ormone prodotto dall’ipofisi che stimola il processo di accrescimento del tessuto osseo.

In questa immagine dei caprioli (foto Alessandro Forti)
Il folto mantello invernale permette ai caprioli di confondersi con ambiente circostante. A sinistra il maschio riconoscibile anche per lo specchio anale a forma di rene e a destra la femmina.

Durante la crescita invernale, il palco dei caprioli è ricoperto dal “velluto” un rivestimento cutaneo molto vascolarizzato.  Andando verso la primavera, cioè verso un aumento delle ore di luce, l’ipofisi stimolerà i testicoli a produrre testosterone, un ormone che inibisce l’azione della somatotropina, provocando l’arresto della crescita del palco. Così i vasi sanguigni si occluderanno, portando in necrosi il velluto, momento nel quale sarà possibile osservare i caprioli intenti alla pulizia del trofeo dal tessuto morto su rami e arbusti, solitamente tra marzo e aprile.

Come in tutti i cervidi, gli adulti di questa specie tenderanno ad anticipare le fasi di caduta e ricrescita dei palchi rispetto ai giovani. Lo sviluppo (diametro e altezza) e le caratteristiche (per esempio perlature) delle stanghe sono variabili tra gli individui. Alcuni fattori come l’età, lo stato fisico, le caratteristiche ereditarie e l’ambiente in cui un individuo vive, incideranno sulla forma e la dimensione dei palchi.

 

In questa immagine un maschio di capriolo (foto Alessandro Forti)
Fino alla pulitura, il trofeo del capriolo sarà in crescita graduale e continua. Qui si nota bene un altro carattere distintivo del sesso, il “pennello” un ciuffo di peli addominali che ricoprono l’organo genitale.

Per un capriolo e la fauna selvatica in generale, l’inverno è un periodo difficile, in cui il dispendio di preziose energie per una fuga, dovuta ad esempio da un eccessivo disturbo o un incontro ravvicinato, può mettere in difficoltà anche la sopravvivenza dell’individuo.

Quando abbiamo la fortuna di avvistare della fauna selvatica, ricordiamoci dell’etica dell’osservazione, evitando di interferire con la vita di questi animali e comportandoci da osservatori discreti.

Foto di Alessandro Forti