Cinghiali monitorati con visori termici notturni

Uno studio del Cnr-Ispra apre nuove strade per la gestione sostenibile di questi animali selvatici

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Cinghiali (foto Alessandro Forti)
Cinghiali (foto Alessandro Forti)

Un gruppo di ricercatori del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) e dell’Ispra (Istituto per la ricerca e la protezione ambientale) ha dimostrato come sia possibile monitorare con una certa accuratezza le popolazioni di cinghiali.

Lo studio, pubblicato sulla rivista “Wildlife biology”, si basa su un metodo di campionamento a distanza (“Distance sampling”) che prevede l’utilizzo di visori termici notturni. Questo studio apre nuove strade per una gestione sostenibile delle popolazioni di cinghiali in Italia e per la protezione delle colture e degli allevamenti.

La ricerca è stata condotta in diverse aree d’Italia che si caratterizzano per la forte presenza di cinghiali: dai boschi mediterranei del Monte Arcosu (Sardegna) alle zone agricole dei  Colli Euganei (Veneto), fino agli Appenini (Foreste Casentinesi, Toscana ed Emilia Romagna).

La ricerca dimostra che negli ambienti studiati, con uno sforzo accettabile, è possibile ottenere stime precise al 20%. Un notevole salto di qualità visto che in Europa oggi nessuno riesce a stimare le popolazioni di cinghiale.

“Visto l’impatto negativo che la specie ha sulle colture e i costi che questo comporta – ha spiegato Barbara Franzetti dell’Ispra – la possibilità d’impostare una gestione adattativa su dati precisi e affidabili rappresenterebbe uno strumento operativo particolarmente utile”.