Cinghiali, nuova disciplina per il loro controllo

La Giunta della Provincia autonoma di Trento ha approvato una nuova disciplina in materia di controllo della popolazione di cinghiali presenti sul territorio. L’obiettivo di questo intervento è di contenerne il numero e la distribuzione della specie, controllandone nel miglior modo possibile lo sviluppo, soprattutto nelle aree agricole e negli ambiti faunistici di pregio.

“La nuova disciplina – ha spiegato l’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli – è frutto di un lavoro congiunto che ha coinvolto sia la componente agricola, tramite i sindacati, sia la componente dei cacciatori, tramite l’ente gestore della caccia nelle riserve. Con questa nuova disciplina, che non ha registrato osservazioni critiche da parte dell’ISPRA, mettiamo a disposizione nuovi ed ulteriori strumenti per rendere ancora più efficace l’azione di controllo nei confronti del cinghiale che, localmente, produce danni davvero pesanti per l’agricoltura del nostro territorio”. 

Approfondimento

In provincia di Trento il cinghiale è una specie cacciabile per la quale le prescrizioni tecniche per l’esercizio della caccia prevedono annualmente la sospensione della cacciabilità, sospensione confermata anche dalle prescrizioni tecniche per la stagione venatoria 2019/2020. La specie, però, è soggetta al controllo (articolo 31, comma 2 della legge provinciale sulla caccia 9 dicembre 1991 n. 24) con possibilità di abbattere o catturare fauna selvatica, anche al di fuori dei periodi di caccia e nelle zone in cui la stessa è vietata, per motivazioni di salvaguardia dell’ecosistema, tra cui rientra la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali.

Il motivo dell’assoggettamento al controllo è la volontà da parte della Provincia di non consentire l’ordinario esercizio venatorio su questa specie, ma di contenerne il numero e la distribuzione, controllandone nel miglior modo possibile lo sviluppo, soprattutto nelle aree agricole e negli ambiti faunistici di pregio. Fino all’entrata in vigore del decreto del presidente della Provincia 20 febbraio 2019, n. 3-4/Leg., che ha soppresso il Comitato faunistico provinciale, il controllo era disciplinato con deliberazioni di quest’ultimo organo. La materia oggi è, invece, di competenza della Giunta provinciale.

 

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