A rischio estinzione la fauna selvatica

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Il Club di Roma, l’associazione non governativa e no-profit che studia i cambiamenti globali, fondata nel 1968 da Aurelio Peccei e a cui aderiscono scienziati, economisti, imprenditori, attivisti di diritti civili, alti dirigenti pubblici internazionali e i capi di Stato di tutti e cinque i continenti, ha presentato oggi a Roma, in occasione del 50° anniversario, il nuovo rapporto “Come On“.

Il rapporto lancia l’ennesimo allarme sull’impatto  che l’uomo sta creando sul pianeta Terra, con un’impronta ecologia aumentata a tal punto che sarebbero necessari quasi due pianeta terra per sostenere l’attuale livello di sviluppo. Il pericolo maggiore è rappresentato dall’aumento globale della temperatura media che viaggia, da qui a fine secolo, verso i 3 gradi. L’analisi del Club di Roma rileva, inoltre, come il 10% più ricco del mondo sia responsabile della produzione del 45% delle emissioni complessive di gas serra e di come la fauna selvatica (mammiferi, pesci, anfibi e rettili) rischi l’estinzione.

“Gli esseri umani e gli animali d’allevamento – evidenzia il rapporto – costituiscono il 97% del peso di tutti i vertebrati viventi sulla Terra e non può stupire, quindi, se il restante 3% della fauna selvatica lotti per la terra e la sopravvivenza”. L’indice di biodiversità, dal 1970 ad oggi, è sceso del 50%.

Durante l’evento, organizzato dal Club di Roma e dalla Fondazione Aurelio Peccei e che vede come partner il WWF, è stato evidenziato che è possibile ancora intervenire, ma occorre farlo subito, invertendo la direzione sbagliata intrapresa dall’uomo.