Come stanno orso, lupo e lince in Trentino?

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Orso bruno (foto Enrico Costanzo)
Orso bruno (foto Enrico Costanzo)

Status e gestione dei grandi carnivori nel territorio provinciale: i dati del Rapporto 2019. Diminuiscono del 32% i danni da lupo

Come stanno orso, lupo e lince in Trentino? 

Ce lo dice il Rapporto Grandi Carnivori 2019 della Provincia Autonoma di Trento, disponibile online sul sito www.grandicarnivori.provincia.tn.it, che riporta i dati aggiornati su status, monitoraggio e gestione delle tre specie di grandi carnivori presenti in Trentino. 

La pubblicazione è dedicata alla memoria di Daniele Asson, giovane forestale impegnato da anni nella gestione dei grandi carnivori,  caro amico di tanti, improvvisamente scomparso pochi mesi fa in un incidente d’auto e che ha lavorato al Rapporto fino a quel momento.

I dati più evidenti mostrano un incremento della consistenza di orsi e lupi sul territorio provinciale e ripetute segnalazioni della lince B132 ancora nella zona della Val di Ledro. Relativamente alla prevenzione dei danni, si evidenzia un aumento dei danni da orso mentre per il lupo, sia il numero dei danni che l’ammontare degli indennizzi mostrano un calo significativo rispetto all’anno precedente. 

Distribuzione e consistenza

Un orso bruno (foto Enrico Costanzo)
Un orso bruno (foto Enrico Costanzo)

La popolazione di orso bruno è stimata complessivamente in 82-93 individui (compresi i cuccioli e gli esemplari non campionati nel solo ultimo anno) con numero minimo certo di 66 orsi, di cui 27 maschi e 39 femmine. Il trend di crescita annuo medio, registrato negli ultimi 5 anni, risulta pari al 12% della consistenza della popolazione, cuccioli esclusi. Le cucciolate sono state 9-12, con la nascita di 16-21 cuccioli, dimostrando il buono stato di salute della popolazione. Nel 2019 è stato svolto anche il monitoraggio sistematico su trappole a pelo che ha permesso di campionare geneticamente ben 66 orsi (cuccioli esclusi).  

Per il lupo nel 2019, è stata stimata una consistenza pari a 13 branchi, evidenziando un cospicuo aumento rispetto allo scorso anno. Ben 11 di questi branchi si ritiene siano transfrontalieri, ovvero che abbiano territori a cavallo tra il Trentino e le altre province limitrofe (Verona, Vicenza, Belluno, Alto Adige/Südtirol e Brescia). Per cui, oltre al branco storico della Lessinia, presente e riproduttivo dal 2013, la popolazione attuale comprende: il branco del Carega e quello di Asiago – Marcesina, formatisi nel 2016, i branchi del Pasubio, dell’alta Val di Fassa, dell’Alta Val di Non, formatisi nel 2017, quello di Folgaria-Vigolana, nel 2018 e i branchi individuati nel 2019 del Tonale, delle Maddalene, delle Vette Feltrine, del Vanoi, del Manghen e il branco delle Vezzene. Inoltre, nel 2019 si è inoltre rilevata una nuova coppia sul monte Baldo e, in aggiunta, vanno considerati anche i singoli esemplari di lupo di cui è stata documentata la presenza in Trentino durante l’anno, in modo sporadico, nelle zone del Bleggio, del Brenta meridionale, della Val di Peio, in Altopiano della Predaia, in Val di Cembra, in Val di Fiemme e nel Tesino.

Un lupo (foto archivio Ufficio stampa Provincia autonoma di Trento)
Un lupo (foto archivio Ufficio stampa Provincia autonoma di Trento)

Da questi dati si deduce un trend positivo della popolazione di lupo in Trentino (esponenzialmente crescente in maniera simile a quanto successo nel 2016 e soprattutto nel 2017), la cui presenza in provincia è documentata dal 2010. 

Una lince (foto Enrico Costanzo)
Una lince (foto Enrico Costanzo)

Per quanto riguarda la lince, nel 2019, la presenza dell’esemplare B132 (stabilitosi nella porzione sud-occidentale della provincia di Trento dal novembre 2012 ) è stata ripetutamente documentata con certezza (da foto, video, piste su neve) in Val d’Ampola, nella zona di Tremalzo e di Molina di Ledro.

Trend dei danni e prevenzione

I danni da orso hanno riscontrato un aumento del 31% rispetto all’anno precedente; grazie alla genetica, è stato ancora possibile appurare che la maggior parte dei danni è causata solo da pochi orsi molto dannosi e, tra questi, l’ormai noto giovane orso M49, le cui vicende relative ai tentativi di intrusione in edifici di abitazioni e malghe, la cattura e la fuga dal recinto del Casteller sono oramai ben note e per i danni del quale nel 2019 è stata indennizzata una somma pari a circa il 30% del totale indennizzato per i danni da orso in quell’anno. Per ulteriori dettagli in merito, si rimanda al Rapporto stesso.

I danni da lupo al patrimonio zootecnico nel 2019 sono notevolmente diminuiti rispetto all’anno precedente, con un calo del 32%, ancor più significativo se si considera il contemporaneo aumento dei lupi presenti sul territorio. Ciò potrebbe essere almeno in parte legato all’adozione di sistemi più accorti di gestione del bestiame da parte degli allevatori e all’utilizzo di misure di prevenzione idonee alla riduzione del rischio di predazione (custodia, recinzioni e cani da protezione).
La più efficace custodia messa in atto può aver indotto i lupi a predare maggiormente ungulati selvatici e, nel caso di branchi transfrontalieri, a predare di più al di fuori della provincia.

Gestione lupi e orsi . In questa immagine un lupo accucciato
Gestione lupi e orsi: diminuiscono il numero dei danni e i rimborsi riferiti al lupo (foto archivio Ufficio stampa PAT)

La Provincia Autonoma di Trento negli ultimi anni si sta adoperando molto sulla prevenzione dei danni da grandi carnivori, con risultati positivi che iniziano ad emergere in modo evidente. 

I danni da grandi carnivori, in Trentino, vengono indennizzati al 100% del valore stimato, per l’orso dal 1976, per il lupo e la lince dal 2011, con una tempistica abbastanza breve nell’elaborazione delle pratiche e nella successiva erogazione dell’indennizzo (entro 60 giorni dalla presentazione dell’istanza). Vengono fornite recinzioni elettrificate in comodato d’uso o tramite finanziamento, che può arrivare al 90% del valore del bene. Il sistema di prevenzione adottato dalla Provincia autonoma di Trento prevede anche la concessione di box abitativi per chi fa alpeggio in alta montagna.  La distribuzione di opere di prevenzione (recinzioni elettrificate e cani da guardiania) utilizzate da qualche anno anche per il lupo, dal 2018 hanno registrato un notevole incremento. 

I cani da guardiania, derivanti per lo più da acquisti supportati finanziariamente dalla Pat, ma anche da acquisti diretti, cani autoprodotti e scambi fra allevatori, si sono rivelati uno strumento gestionale molto efficace per la prevenzione dei danni da orso e lupo. Dal 2014 ad oggi, le aziende trentine che li utilizzano sono 33 ed i cani fino ad oggi consegnati sono 77. Si coglie l’occasione per segnalare il Manuale “Cani da guardiania per la protezione del bestiame” LINK: https://dinalpbear.eu/wp-content/uploads/IT-pastirski-psi-WEB-V3_manj%C5%A1a-resol.pdf, realizzato nell’ambito dell’ormai concluso Progetto europeo Life Dinalp Bear”, per ulteriori dettagli sull’utilizzo dei cani da protezione. 

I cani da guardiania sono stati utilizzati in Trentino (Vallarsa) anche per la protezione di cervi da allevamento, come unico caso documentato in Europa, con risultati positivi (box 3, pag. 37 del Rapporto Grandi Carnivori 2019). 

Un altro aspetto molto importante è l’istituzione dei referenti di zona per la prevenzione, figura nata per gestire tutte le attività che fanno capo alla fornitura delle opere di prevenzione e per attivare un costruttivo dialogo con i portatori di interesse che gestiscono patrimoni suscettibili di danno, per supportarli costantemente grazie ad un continuo raccordo. 

Inoltre, la Pat ha investito anche sulla sperimentazione di nuove misure per la protezione di bestiame bovino, grazie ad un progetto pilota svoltosi nel 2018 (box 5, pag. 32 del Rapporto Grandi Carnivori 2018 LINK: https://grandicarnivori.provincia.tn.it/content/download/14438/250771/file/Rapporto%20Grandi%20carnivori%202018.pdf), con la collaborazione di un consulente esterno, esperto nella prevenzione dei danni da lupo da cui è risultato un documento di indirizzo dal titolo “Gestione e prevenzione del conflitto lupo – zootecnia in provincia di Trento”. Le malghe in cui è stata messa in pratica la sperimentazione nel 2018, l’anno successivo non hanno registrato nessuna predazione. I risultati di tale sperimentazione sono confluiti in un “Vademecum per la prevenzione” fornito ad ogni responsabile per la prevenzione come documento tecnico di indirizzo nell’ambito della prevenzione e quindi calato su tutta la realtà trentina. La Provincia autonoma di Trento sta lavorando, inoltre, sull’analisi della vulnerabilità degli alpeggi, grazie ad un’attività di monitoraggio delle malghe (ad oggi 408 monitorate)effettuata dai referenti per la prevenzione, in considerazione del suddetto documento di gestione, somministrando ai gestori delle malghe un questionario. 

Un’attenta ed efficace gestione è l’unico strumento per diminuire i conflitti e permettere una buona coesistenza tra uomo e grandi carnivori. 

Gestione delle emergenze

Continua anche il capillare lavoro di gestione delle emergenze legate ai grandi carnivori, grazie all’attività di Squadra di emergenza, Nucleo cinofilo e Squadra di cattura, sempre attive e disponibili per risolvere le eventuali situazioni di criticità. Nel 2019, oltre alle catture di orsi nell’ambito della gestione delle emergenze, è stato effettuato il tentativo di riabilitazione di un cucciolo dell’anno trovato solo (M56), che probabilmente era stato allontanato dalla madre da un maschio adulto durante la stagione degli amori. Maggiori dettagli nel BOX 1, pag. 14 del Rapporto.  

Femmina di orso bruno con i piccoli (foto Angelo Caliari)
Femmina di orso bruno con i piccoli (foto Angelo Caliari)

La Provincia si sta preparando anche per eventuali catture di lupo, questo per motivi connessi al controllo efficace di eventuali situazioni legate alla possibile frequentazione di aree urbane o periurbane oppure per attuare profilassi sanitarie adeguate su eventuali lupi affetti da rogna e per l’ampliamento delle conoscenze sulla specie, utile per elaborare una gestione ottimale.

Importanti anche le attività di raccordo sovraprovinciale, formazione e comunicazione, tutte elencate dettagliatamente nel testo della pubblicazione.
Il Rapporto è consultabile a questo link: https://grandicarnivori.provincia.tn.it/News/E-online-il-nuovo-Rapporto-Grandi-carnivori-2019.

Ricordiamo anche l’aggiornamento mensile o bimestrale sui grandi carnivori, disponibile online sempre sul sito Grandi carnivori del Trentino. Qui, l’aggiornamento di marzo 2020: https://grandicarnivori.provincia.tn.it/News/MARZO-2020

Buona consultazione!