Comelico-Pusteria: il CAI diviso sul collegamento

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Comelico-Pusteria
CAI stemma

 

Da una parte c’è la posizione favorevole al collegamento sciistico Comelico-val Pusteria della locale sezione del CAI. (Precisamente il collegamento progettato sarebbe fra Padola, nel Comelico bellunese, e Sesto Pusteria in Alto Adige). Dalla parte -apparentemente- opposta, e imbarazzata, sta un testo diffuso dal CAI centrale. Il Sodalizio ha diramato il primo giugno a stretto giro dal primo, un comunicato ufficiale (lo trovate qui) in cui cerca di sconfessare il sì di fatto al collegamento, contestato da tutte le associazioni ambientaliste quanto dalla coraggiosa Soprintendenza del Veneto. Nel mezzo era intervenuta con un duro documento di richiesta di chiarimento anche Mountain Wilderness (qui il comunicato). Qui l’articolo in cui MW raccontava la difesa messa in atto dalla Sovrintendenza di Venezia. Ricordiamo che tutte le principali associazioni ambientaliste sono contrarie al collegamento (Legambiente, Lipu, Pro Natura, WWF). Qui trovate il Dossier Neve diversa di Legambiente, dove si parla dei collegamenti da non fare. A pag. 14 del Dossier si parla anche del progetto Comelico-Pusteria, definito “anacronistico”.

Il presidente del CAI Vincenzo Torti cerca di portare a buoni consigli i soci di zona, citando il famoso Bidecalogo nazionale. Ecco la parte del comunicato che esprime la sofferta discrepanza fra nazionale e locale:

“A tale riguardo – precisa il Presidente generale Vincenzo Torti – il progetto afferente la Val Comelico, che ha visto un’istanza avanzata da tutta la Comunità locale, con la condivisione della Sezione CAI, che di essa costituisce componente vitale, se pure resta tra i tipi di intervento rispetto ai quali il CAI esprime contrarietà, rappresenta un’occasione per sensibilizzare e coinvolgere istituzioni e finanza, sia pubblica che privata, verso la ricerca di nuove strategie che mirino ad una innovativa progettualità verso forme di sviluppo sostenibili. Confidiamo, quindi, che quegli stessi Soci, la cui sensibilità ci è nota e si è concretata negli anni in una realtà di attenzione e rispetto, sappiano, come abitanti di una montagna che può e deve incentivare forme di turismo alternative, operare nella ricerca di soluzioni che siano effettivamente in grado, in modo lungimirante, di vincere quell’attuale marginalità connessa al vedersi, talvolta, relegata al rango di luogo di transito, verso mete i cui impianti attraggono e danno lavoro”.

Qui il nostro articolo del 24 maggio con la posizione delle associazioni ambientaliste.