Cuculo: l’opportunista che si fa adottare

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Un piccolo di cuculo imbeccato da un codirosso (foto Jacopo Rigotti)
Un piccolo di cuculo imbeccato da un codirosso (foto Jacopo Rigotti)

Il cuculo (nella foto in alto di Jacopo Rigotti un piccolo imbeccato da un codirosso) oltre che per il conosciutissimo canto, lunghi “cu-coo“, udibile anche a notevole distanza fino a giugno, è celebre per il cosiddetto “parassitismo di cova”, perché sfrutta altri uccelli per allevare la propria prole.

La femmina di cuculo depone, infatti, un proprio uovo nel nido di altri uccelli, sostituendolo con uno della covata, approfittando dell’assenza di quelli che diventeranno, ancora senza saperlo, i loro genitori adottivi. Il nido dove “infiltrare” l’uovo non è scelto a caso, perché il cuculo lo depone solo in quelli dove le altre uova sono simili al suo, quindi facilmente confondibili, come nel caso dei passeriformi.

Primo piano di un piccolo di cuculo (foto Jacopo Rigotti)
Primo piano di un piccolo di cuculo (foto Jacopo Rigotti)

Normalmente il piccolo di cuculo è il primo a nascere e quando è ancora cieco dà avvio alla seconda fase della strategia di parassitismo di cova, spingendo fuori dal nido, a colpi di schiena, le altre uova o gli eventuali pulcini. A quel punto rimanendo l’unico superstite “l’inganno” per i genitori adottivi è compiuto, con la conseguenza che questi ultimi continueranno ad allevarlo come il frutto della propria covata anche quando il cuculo diventerà ben più grande di loro.

Cuculo in volo (foto Jacopo Rigotti)
Cuculo in volo (foto Jacopo Rigotti)

In volo il cuculo si caratterizza per le ali appuntite e la coda lunga e può essere scambiato con altri uccelli appartenenti all’Ordine dei Falconiformi, come per esempio un gheppio.