Earth Hour: si spengono le luci per un’ora

Earth Hour: la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera è arrivata nel 2018 a 408 ppm. Nei primi mesi del 2019 sorpassate le 410 ppm.

Sabato 30 marzo alle 20,30 torna in tutto il mondo l’iniziativa, promossa dal Wwf , “Earth Hour, l’Ora della Terra” che mira a richiamare l’attenzione planetaria sul gravissimo problema del cambiamenti climatici: in tantissimi luoghi, dai monumenti più famosi alle abitazioni di privati cittadini, saranno spente le luci per un’ora.

Earth Hour 2019 è il più grande movimento per l’ambiente a livello mondiale, con oltre 160 Paesi che partecipano per invitare all’azione sulle questioni ambientali più importanti da affrontare. L’Ecuador, ad esempio, sta spingendo per una legge che abolisca l’uso della plastica nella capitale Quito, mentre la Finlandia sfiderà oltre un quarto della popolazione del paese a seguire una dieta più equilibrata. Il Kenya pianterà un miliardo di alberi entro il 2030 per ripristinare la copertura forestale e l’Indonesia sta incoraggiando 5 milioni di giovani ad adottare uno stile di vita più green.

Il Wwf avverte che ci stiamo avvicinando sempre più velocemente verso il cosiddetto stato dell’Hothouse Earth, vale a dire la “Terra serra”. “La concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera – avverte il Wwf – è arrivata nel 2018 a 408 ppm (parti per milione di volume), in molte giornate di questi primi mesi del 2019 sono giunte o hanno persino sorpassato le 410 ppm (nel 1750 all’inizio della Rivoluzione Industriale era di 277 ppm), il 2018 è stato il quarto anno più caldo a livello globale (da quando esistono le registrazioni scientificamente attendibili dal 1880) e le emissioni totali di anidride carbonica hanno continuato a crescere raggiungendo più di 41 miliardi di tonnellate. Se non cambiamo rotta alle nostre economie e ai nostri stili di vita potremo raggiungere lo stato dell’“Hothouse Earth” come è stata definita da autorevoli scienziati”.

Earth Hour 2018 a San Pietro (archivio Wwf - foto F. Mirabile)
Earth Hour 2018 a San Pietro (archivio Wwf – foto F. Mirabile)

“Dall’analisi dei paleoclimi (ossia tutte le conoscenze sin qui raccolte sui climi dei periodi geologici del passato) emerge – continua il Wwf – che i dati climatici attuali potrebbero condurre a una  situazione complessiva della nostra Terra simile a quella verificatasi verso la metà del periodo del Miocene, risalente a 15-17 milioni di anni fa, quando la concentrazione di CO2 nell’atmosfera arrivavano persino a valori superiori alle 400 ppm raggiungendo le 500 ppm, le temperature medie della superficie terrestre erano superiori di 4°C – 5°C rispetto a quelle che si sono registrate nel nostro periodo preindustriale e il livello dei mari era superiore di 10-60 metri rispetto alla situazione attuale: ma il fatto più rilevante su cui riflettere è che sulla superficie della Terra, in quel periodo, non vi era nessuna forma di Ominide che si aggirasse tra gli ambienti del pianeta di allora.

“Come mai prima d’ora la natura si trova in un momento di drammatico declino: gli ultimi quattro anni sono stati i quattro anni più caldi mai registrati (WMO). È sempre più urgente un’azione globale di conservazione del capitale naturale che non può prescindere da un cambiamento culturale dei nostri stili di vita, dei nostri sistemi produttivi e dei nostri modelli di consumi”.

Le iniziative per per Earth Hour 2019 

Dalla Torre Eiffel all’Opera House di Sydney, dall’Empire State Building di New York al Burj Khalifa a Dubai: in oltre 160 Paesi si spegneranno le loro luci come gesto simbolico per salvare il pianeta, ma anche per aumentare la consapevolezza sull’importanza della natura e incoraggiare individui, imprese e governi in tutto il mondo a trovare le soluzioni necessarie per costruire un futuro sano e sostenibile per tutti.

In Italia l’evento centrale, realizzato in collaborazione con il comune di Matera, sarà nella capitale europea della cultura 2019, dove avverrà lo spegnimento simbolico, dalle 20,30 alle 21,30,  di uno dei luoghi più suggestivi della Città dei Sassi, l’area di San Pietro Caveoso e della Rupe dell’Idris, con una prima esibizione dal vivo aperta a tutti del pianista Danilo Rea che accompagnerà la proiezione di immagini di natura e satellitari in collaborazione con l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), che renderanno ancora più unico questo inno collettivo alla bellezza e alla fragilità del pianeta. Il programma proseguirà poi alle 21:00 con l’Earth Hour Concert presso il Conservatorio di Musica E.R. Duni di Matera con la partecipazione speciale del pianista Danilo Rea.

 

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