Dagli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia un messaggio di rinascita dello scultore Federico Vanzo

Federico Vanzo: “Dagli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia un messaggio di rinascita”

Inaugurato a Predazzo il sentiero artistico “Frata del Sol” con le sculture di Federico Vanzo realizzate con gli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia

L’estate è arrivata e con lei anche la voglia di stare all’aria aperta. Le lunghe giornate baciate dal sole invogliano a partire alla scoperta di nuove mete e luoghi dove passeggiare a contatto con la natura. Noi di Buongiorno Natura ci siamo recati in Trentino, a Predazzo, in Valle di Fiemme alla scoperta del sentiero artistico “Frata del Sol”,  inaugurato qualche giorno fa e abbiamo incontrato il suo ideatore, lo scultore di Masi di Cavalese Federico Vanzo. 

Persona schiva e riservata, Federico Vanzo, quasi timidamente si lascia andare e ci racconta di come è nata l’idea di scolpire gli alberi ormai adagiati a terra dopo essere stati abbattuti lo scorso autunno dal ciclone Vaia. Nelle sue parole, rotte talvolta dall’emozione del ricordo di quei giorni di distruzione, abbiamo potuto apprezzare il suo amore per la natura, che ha preso vita attraverso la sua arte. Mentre ci parla i suoi occhi si fanno lucidi: “Avevo voglia di dare un senso a questo evento catastrofico e lanciare un messaggio di rinascita alla comunità. È stata una cosa che inizialmente ho fatto per me stesso, un passatempo. Successivamente ne è nato qualcosa di bello e inaspettato diventato di pubblico dominio.

Un'opera dello scultore Federico Vanzo realizzata con un albero abbattuto dalla tempesta Vaia
Un’opera dello scultore Federico Vanzo realizzata con un albero abbattuto dalla tempesta Vaia

Quali emozioni nello scolpire la rinascita in un luogo ormai distrutto?

«Ho vissuto quei catastrofici momenti in prima persona. Faccio fatica a parlarne perché ogni volta mi viene un groppo in gola. L’anno scorso quando è successo il disastro, essendo io boscaiolo di professione, sono stato coinvolto in prima persona. Io e i miei colleghi abbiamo operato nei boschi d’inverno, cosa per noi inusuale, pur di liberare strade forestali e sentieri e recuperare il legname».

Dopo l’inverno, la primavera.

«In quei luoghi, “nascosti” sotto la montagna, nel periodo invernale il sole non arriva. Bisogna aspettare la fine di febbraio e i primi di marzo per osservare qualche raggio di sole che riscalda la terra. Così è stato anche per il nostro stato emotivo dopo il lutto finalmente la rinascita».

Una realizzazione di Federico Vanzo
Una realizzazione di Federico Vanzo

Voglia di rinascita, anche attraverso l’arte. Quali aspettative?

«L’arte nasce da uno stato emotivo. Le opere che ho scolpito, le frasi poetiche che ho scritto, sono frutto di un’emozione. Hanno un significato profondo e non possono nascere “su commissione”. In quei momenti è il cuore che comanda. Spero sempre più persone possano apprezzare la rinascita della mia magnifica valle anche attraverso la sensibilità artistica».

Federico Vanzo impegnato in uno dei simposi di scultura che lo hanno visto protagonista
Federico Vanzo impegnato in uno dei simposi di scultura che lo hanno visto protagonista

Quanto ci si impiega e a chi è adatta questa passeggiata?

«Più o meno il giro completo si può percorrere, contemplando il paesaggio e le opere d’arte in un paio d’ore circa. È di media difficoltà e adatto a persone a cui piace camminare nella natura. Non è adatto a passeggini e carrozzine. Il percorso è indicato da frecce e può essere percorso in entrambi i sensi di marcia. La partenza da Predazzo è alla rotonda della carrozzeria El Cavalier in località “Al Gac”, mentre quella a Ziano di Fiemme dall’agritur Valaverta».

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