Flora del Trentino: l’Atlante più dettagliato d’Italia.

Flora del Trentino
Flora del Trentino copertina atlante curato dal Museo civico Rovereto

L’Atlante floristico curato dal Museo civico di Rovereto è un’opera epocale.

Arriva ad oltre cento anni dall’ultimo suo simile, il portentoso Atlante è pubblicato in oltre mille pagine con il titolo “Flora del Trentino”(edizioni Osiride). Si tratta probabilmente del libro floristico (sulle piante vascolari spontanee) con il maggior numero di informazioni georeferenziate in Italia, forte di 1.327.662 dati utilizzati.

Anche l’arco temporale dei dati inseriti (dal 1539 al 2018, pochi dati si riferiscono al 2019) è eccezionale e dimostra quanto le Alpi siano un unicum per molti aspetti del sapere delle terre alte, in particolare in questo caso il Trentino lo è.

Il volume è il prestigioso frutto del lavoro scientifico trentennale e di preziose collaborazioni, anche internazionali, dei bravissimi botanici del Museo civico di Rovereto, fondato nel 1851(oggi Fondazione), che ha una gloriosa storia alle spalle e una reputazione importante nel paese e anche all’estero. Nel 1991 il Museo diede vita al censimento moderno.

Abbiamo assistito alla conferenza stampa di presentazione a Trento nei giorni scorsi, abbiamo parlato con alcuni degli autori e abbiamo il piacere di illustrarvi questo lavoro scientifico di alto pregio.

Della qualità e rilevanza del lavoro scrive uno dei pesi massimi della botanica del Belpaese, Sandro Pignatti, Professore emerito di Ecologia, Università di Roma “La Sapienza: “Un’opera che fa del Trentino il territorio floristicamente meglio conosciuto in Italia” . Pignatti spiega nella prefazione quanto sia importante fissare una fotografia dello stato attuale, per le generazioni future di studiosi e cittadini.

Il volume reca in copertina, splendida, rappresentata in un disegno (di la Gentiana Brentae, una delle specie scoperte più di recente nella flora trentina proprio da due degli autori del volume(Prosser e Bertolli). Simboleggia la biodiversità, concetto che comprende oltre alla quantità la qualità e la specializzazione.

Gentiana brentae
Foto della Genziana del Brenta (Gentiana Brentae) scoperta da Prosser&Bertolli

Specie estinte, cambiamenti

La fotografia offerta da questo lavoro – davvero epocale – è quella di una biodiversità vegetale su scala provinciale ancora in uno stato accettabile ma che si mostra già esposta a rischi e perdite, con la prospettiva di cambiamenti, che potrebbero renderla non troppo lontano da oggi un ricordo da nostalgia. 54 sono infatti le specie estinte rispetto alle precedenti rilevazioni. Soffrono soprattutto le specie sotto i 500 metri, quelle specializzate, alcune fra quelle più rare, le specie delle zone umide (ben 18 risultano estinte) e acquatiche (6 estinte) e paradossalmente quelle dei prati magri(5 specie estinte), soprattutto le specie in pianura, dove la trasformazione antropica agisce maggiormente.

Perfino nei boschi 2 specie risultano estinte. Le specie endemiche (taxa, nel numero di 255) si concentrano nelle zone rupestri e nelle fasce alpine e subalpine.

Sono subentrate 250 nuove specie ma i botanici spiegano che sono specie ubiquitarie, dunque stiamo assistendo di fatto ad una perdita di patrimonio genetico.

La biodiversità – avvertono gli ecologi – non è solo somma di specie, è anche profonde e fini relazioni dentro gli ecosistemi, è anche specializzazione e originalità. “La ricerca ancora non ha fondi per studiare in profondità cosa succede davvero ai servizi ecosistemici con la perdita di queste specie” spiegano gli autori. Servirebbero studi interdisciplinari e complessi, mai finanziati, per comprendere in profondità cosa accade agli ecosistemi perdendo talune specie e con le mutazioni spesso travolgenti che stiamo inducendo nell’ambiente anche alpino.

Specie nuove, tendenze evolutive

Il lavoro descrive sei specie nuove per la scienza, 8 specie nuove per l’Italia e 169 specie nuove per il Trentino (escluse le casuali), su un totale di 2.563 specie trattate nelle schede (alle quali vanno sommate 575 specie considerate casuali e 333 ibridi, di interesse particolare)

Gli esperti del Museo ricordano che le diverse specie e la loro distribuzione sono in continua evoluzione, e dipendono da un numero considerevole di variabili, fra cui cambiamento climatico, azione dell’uomo, naturali tendenze evolutive. Questo volume rappresenta una pietra miliare, perché “permette di fissare un riferimento preciso per gli studi dei prossimi anni, che avranno una base dalla quale partire per meglio valutare le variazioni del clima, i mutamenti delle specie presenti (che influenzano anche quelli della fauna) ed eventualmente pianificare linee gestionali nella direzione della tutela e della sostenibilità.” spiegano i curatori. La novità rispetto agli atlanti floristici precedenti è costituita dalle mappe di distribuzione a punti che hanno un dettaglio mai raggiunto da alcuna altra analoga opera in Italia (normalmente si limitavano a confermare la presenza o meno all’interno di un reticolo di quadranti).

Gli autori, la rete di appassionati, la dimensione civica della ricerca sul campo

Gli autori principali sono quattro, capeggiati dal dottore forestale Filippo Prosser(oltre 900.000 dati raccolti), l’uomo dei fiori alpini, Conservatore per la Botanica del Museo. Da 35 anni si occupa di floristica del Trentino e, dopo il 2000, della provincia di Verona. Autore di pubblicazioni su questo argomento, ha descritto alcune specie nuove per la scienza(come la genziana della copertina). Firma insieme a lui il lavoro Alessio Bertolli(oltre 200.000 dati raccolti), biologo, vice-Direttore del Civico. Nell’ambito del progetto di cartografia della flora delle province di Trento e Verona ha pubblicato numerosi ritrovamenti interessanti. Nella sua collaborazione con Filippo Prosser, ha descritto due nuove specie per la scienza: Brassica baldensis nel 2007 e Gentiana brentae nel 2008. Altro autore è il ben noto Giorgio Perazza(52.600 dati raccolti), Conservatore onorario per la Botanica al Civico, dove cura in particolare la ricerca orchidologica nella provincia di Trento, ha scoperto e descritto alcune orchidee nuove per la scienza. La quarta firma dell’opera è di Francesco Festi(99.100 dati raccolti), laurea in psicologia, Conservatore onorario per la Botanica del Museo Civico. Con Filippo Prosser ha avviato nel 1990 il progetto di Cartografia Floristica del Trentino. Vi si trova anche una classifica di ricchezza floristica per comune. Trento risulta, grazie al patrimonio del Monte Bondone la città più ricca di specie.

La presenza di due appassionati di altissimo livello scientifico tra i curatori dimostra la forza della condivisione e dello spazio civico che tale lavoro, e il museo che lo supporta, sono in grado di mettere in campo. Ad esempio, entra nelle conoscenze del volume anche il contributo di ben 25 tesi di laurea sull’argomento dal 1995 al 2018. Sono stati ben 650 i rilevatori coinvolti, in 3.150 escursioni di rilevamento. I dati provengono da erbari storici, dati di campagna e dati storici.

Elenco dei nuovi taxa per la scienza:


Festuca austrodolomitica Pils & Prosser, 1995
Primula recubariensis Prosser & Scortegagna, 1998
Gentiana brentae Prosser & Bertolli, 2008
Liparis kumokiri subsp. nemoralis Perazza et al., 2012
Rubus vallis-cembrae Prosser & Király, 2019
Alchemilla gretae-gregorii Fröhner & Prosser, 2019
Inoltre due ibridi:
Primula ×vallarsae (P. auricula×recubariensis) Prosser & Scortegagna, 1998
×Pseudadenia strampffii nothosubsp. decarliae (Gymnadenia odoratissima ×Pseu-
dorchis albida
subsp tricuspis) Perazza et al., 2013