Gallo cedrone: innamorati

Per il gallo cedrone è la stagione degli amori, con canti, parate, tenere danze e combattimenti, a volte cruenti

Il gallo cedrone (Tetrao urogallus) qui ritratto da Graziano March, è uno degli uccelli più affascinanti delle Alpi. I motivi sono diversi: innanzitutto per l’aspetto, inconfondibile, con il maschio che si caratterizza per le grandi dimensioni (può pesare fino a 5 kg), la bellissima coda a ventaglio, la “barba” di piume sotto il mento e lo sguardo reso severo da una vistosa caruncola (escrescenza carnosa) sopra l’occhio di colore rosso accesso;  ma anche per il comportamento che maschi e femmine manifestano durante il periodo riproduttivo, con un’alternanza di tratti dolci e aggressivi.

Gallo cedrone: in primo piano la caratteristica caruncola rossa sopra l'occhio (foto Graziano March)
Gallo cedrone: in primo piano la “barba” di piume sotto il mento e la caratteristica caruncola rossa sopra l’occhio (foto Graziano March)

Il periodo primaverile degli amori di questi Tetraonidi, appartenenti all’Ordine dei Galliformi, inizia con il canto di richiamo dei maschi che culmina, in uno stato di eccitazione, nel cosiddetto “arrotare“, una serie di fischi striduli, simili a quelli emessi dalla lama di un coltello sulla mola di un arrotino, accompagnati dai movimenti concitati della coda, delle ali e dal drizzarsi delle piume. Il repertorio canoro dei maschi (che tendenzialmente sono poligami) continua poi durante la “parata nuziale”: un momento anche questo davvero sorprendente, con il maschio che allunga la testa in alto, muovendo il capo a scatti per fare colpo sulla possibile compagna.

Una femmina di gallo cedrone (foto Graziano March)
La femmina, più piccola del maschio, ha un colore del piumaggio che le permette di confondersi benissimo con l’ambiente circostante (foto Graziano March)

Durante il periodo per la conquista delle femmine (più piccole rispetto all’altro sesso) aumenta l’aggressività tra i vari competitori che spesso si fronteggiano in apposite arene, chiamate lek, dove vale la regola del più forte: i duellanti si studiano prima a distanza, gonfiando il petto e aprendo la coda a ventaglio per dimostrare la propria forza, ma se questo non bastasse a scoraggiare l’avversario cominciano a saltare, battendo le ali fino a beccarsi reciprocamente, procurandosi a volte ferite molto serie. Alcuni esemplari, in certi casi, possono manifestare un’eccessiva territorialità che li porta addirittura ad andare “fuori di testa”, perdendo alcun freno inibitorio e diventando aggressivi non solo nei confronti d’individui della specie, ma anche dell’uomo.

Gallo cedrone in parata (foto Graziano March)
Gallo cedrone in parata nuziale (foto Graziano March)

D’indole sedentaria, l’aspetto pesante del gallo cedrone (chiamato anche urogallo) non deve però trarre in inganno: si tratta di un uccello molto agile in volo e anche a terra si muove con disinvoltura, dove trascorre gran parte del suo tempo soprattutto alla ricerca di bacche.

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