Gestione lupi: possibile deroga per il Trentino

Disponibilità del ministro dell’Ambiente per la sperimentazione in Trentino di un nuovo modello di gestione per lupi e orsi con il coinvolgimento dell’Ispra

Il ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa, ha annunciato la disponibilità, che sarà valutata anche in sede di Conferenza Stato Regioni, di sperimentare in Trentino, con il coinvolgimento dell’Ispra, un nuovo modello di gestione per lupi e orsi. Stanziati per l’iniziativa 1 milione di euro. L’annuncio è stato dato, ieri, in occasione della sua visita in Trentino effettuata insieme al ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro.

Novità importante sul fronte dei grandi predatori: in Trentino si sperimenterà, a livello nazionale, un nuovo modello di gestione per lupi e orsi con il coinvolgimento dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). La notizia è stata annunciata, ieri, direttamente dal ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa, in visita in Trentino insieme al ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro. I termini della sperimentazione, che sarà valutata anche in sede di Conferenza Stato Regioni e per la quale è stato stanziato 1 milione euro, saranno inseriti nel nuovo “Piano d’azione nazionale per la conservazione del lupo” ormai in dirittura di arrivo e che sarà presentato a breve. Piano, ha tenuto a precisare il ministro, che non prevede ipotesi di abbattimenti di lupi. Costa ha inoltre aggiunto che  qualora la convivenza con i grandi carnivori sfoci in problemi di sicurezza, la competenza della gestione farebbe capo, però, al ministero dell’Interno e alle sue strutture. 

Gestione lupi. In questa immagine un lupo accucciato
Gestione lupi, sperimentazione in Trentino (foto archivio Ufficio stampa PAT)

L’apertura del ministro dell’Ambiente arriva dopo la richiesta al Governo che le regioni alpine di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Valle d’Aosta e le Provincie autonome di Trento e Bolzano (assente alla relativa riunione il Piemonte) hanno avanzato in modo congiunto al Governo sulla possibilità di attivare azioni condivise di prevenzione, gestione e prelievo dei grandi carnivori, in particolare lupi e orsi problematici.

La questione lupo si è aperta soprattutto in Trentino dopo le recenti predazioni da parte dei lupi di animali d’allevamento avvenute in prossimità dei centri abitati di Ala, Rumo e Canazei e per i quali il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha chiesto (caso senza precedenti in Italia) la convocazione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza che ha ravvisato, sulla base delle informazioni assunte, che “esiste un potenziale pericolo per l’integrità pubblica dovuto alla presenza di lupi in tre aree del Trentino”. Il prefetto di Trento, Sandro Lombardi, ha quindi disposto la composizione di un tavolo tecnico sulla presenza del lupo in Trentino, coordinato dal questore Giuseppe Garramone e composto dalle forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia locale dei Comuni interessati agli avvistamenti) oltre ai corpi provinciali dei vigili del fuoco e della forestale. Il tavolo avrà il colpito di decidere eventuali servizi di vigilanza e, soprattutto, di sviluppare un sistema di segnalazione condivisa di eventuali avvistamenti.

“Vediamo positivamente – ha evidenziato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti – una sperimentazione sui grandi carnivori, ma qui c’è un problema di numeri e di pericolosità di alcuni esemplari che è diventato importante anche sotto il profilo dell’ordine pubblico, visto che abbiamo avuto i lupi vicino alle case”.

 

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