Le rigide regole di vita nei branchi femminili di cervo

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Femmine di cervo (foto Alessandro Forti)
Femmine di cervo (foto Alessandro Forti)

Solitamente i branchi femminili di cervo si formano dall’unione di più unità famigliari

Il cervo (Cervus elaphus, L. 1758) è un ungulato dal comportamento sociale, che tende ad aggregarsi normalmente ai conspecifici dello stesso sesso, formando in questo modo branchi anche numerosi.

Femmine di cervo (foto Alessandro Forti)
Il folto mantello invernale di colore bruno scuro, comincia ad andare incontro alla muta primaverile, posta a cavallo tra aprile e maggio, che porterà col tempo i cervi a vestire il mantello bruno-rossastro tipico dell’estate (foto Alessandro Forti)

Solitamente i branchi femminili di cervo, che si possono osservare ad alimentarsi sul “primo verde” dei pascoli in questo periodo, si formano dall’unione di più unità famigliari, ciascuna costituita dalla madre, un piccolo ultimo nato (sono rari i parti gemellari nel cervo), la figlia dell’anno precedente chiamata sottile, o un maschio di un anno di età chiamato fusone.

Branco di femmine di cervo (foto Alessandro Forti)
I gruppi femminili sono solitamente ad organizzazione matriarcale (simile al capriolo) dove è la femmina più alta gerarchicamente (spesso la più anziana) che prende le decisioni. Al centro della foto, in parte celata dalle fronde, abbiamo la femmina adulta che sentendosi disturbata, a breve deciderà di allontanare il gruppo (foto Alessandro Forti)

Si tratta di legami forti e che possono rivelarsi duraturi negli anni. Una conseguenza di questo comportamento sono ad esempio i legami di parentela tra le femmine entro lo stesso branco, questo perché i branchi sono strutture stabili nel tempo, eccetto il periodo dei parti in cui le femmine si isolano per dare alla luce i piccoli.

Vivere in un branco comporta l’esistenza di regole ferree a cui sottostare, infatti, esiste una precisa gerarchia di dominanza che si fonda principalmente sull’età degli individui, dividendoli in ranghi. Per cui sempre entro un branco femminile, ad esempio, le giovani saranno quelle che subiranno le numerose intimidazioni da parte delle adulte; minacce naturalmente che non sono casuali, ma hanno un significato: rispettare la scala gerarchica, tra le varie cose, comporta accedere differentemente, in maniera sia qualitativa sia quantitativa, alle risorse trofiche disponibili.  Così durante l’attività di pascolo in branco (dove non è raro osservare anche decine di individui contemporaneamente) gli individui posti nei gradini più bassi della scala gerarchica mangeranno in maniera subottimale rispetto ai dominanti.

Femmine di cervo adulte (foto Alessandro Forti)
Un gruppo femminile al pascolo in atteggiamento di allarme. Sono tutte femmine adulte, eccetto l’individuo a sinistra rimasto in disparte, un giovane nato l’anno precedente, presto raggiunto dalla madre (l’unica femmina a guardarlo). Invece l’animale più a destra di tutti è la femmina più alta gerarchicamente, sarà lei a decidere quando abbandonare il pascolo (foto Alessandro Forti)

Un utile modo per stimare il rango all’interno del branco e la classe di età, oltre alle caratteristiche morfologiche, è l’attenta osservazione dell’individuo, per cui si dovrà guardare il comportamento, il ruolo ed il tipo di interazione con i conspecifici.