Il Cervo volante, abitante di boschi vetusti

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Cervo volante o Lucanus cervus

Il cervo volante (Lucanus cervus, Linnaeus 1758) appartiene alla famiglia Lucanidae ed è il più grande coleottero forestale europeo. In Italia è distribuito al Nord ed al Centro, dal livello del mare fino a 1700 m s.l.m. nei boschi di latifoglie come querceti, faggete e castagneti dove sono presenti alberi vetusti; qui vive nei ceppi e nelle radici marcescenti.

Si tratta di una specie saproxilica obbligata, le larve si nutrono di legno morto e si sviluppano nei tronchi marcescenti (lo sviluppo può durare anche 6-7 anni). Mentre l’adulto è attivo circa 3-4 settimane e si nutre quasi solo della linfa degli alberi e delle sostanze zuccherine della frutta. I maschi sono lunghi fino ad 8 cm e le femmine, più minute, 4-5 cm. Il dimorfismo sessuale negli adulti è particolarmente evidente. Il maschio è dotato di mandibole molto sviluppate, utilizzate durante i combattimenti nel periodo riproduttivo contro altri maschi. 

Cervo volante (Foto Alessandro Forti)
Cervo volante (Foto Alessandro Forti)

Questi ingaggiano duelli utilizzando le grandi mandibole come “arma” per agganciarsi, spingersi e rovesciare l’avversario. Proprio dalle mandibole dentate maschili, che ricordano i palchi dei cervi, deriva il nome volgare. Dopo gli accoppiamenti le femmine generalmente depongono le uova nei pressi dell’apparato radicale di grossi alberi.