Il fischio del camoscio

Timido e sospettoso il camoscio in caso di pericolo fischia, avvertendo i compagni

Questa mattina torna a darci il buongiorno un bellissimo camoscio, ritratto da Fabrizio Bottamedi. Questo affascinante ungulato tipico delle alte quote (il suo nome scientifico è Rupicapra rupicapra) appartiene alla famiglia dei Bovidi, la stessa degli stambecchi.

Simile a una capra, è un animale sociale che vive in gruppi separati per sessi, con le femmine da una parte e i maschi dall’altra. Le femmine, infatti, trascorrono diversi mesi dell’anno in gruppi anche numerosi di cui, oltre ai capretti, possono fare parte anche giovani maschi di 2, 3 anni. Maschi e femmine tornano a vivere insieme solo durante il periodo riproduttivo che inizia a fine ottobre.

Un esemplare di camoscio (foto Fabrizio Bottamedi)
Il camoscio in caso di pericolo emette un fischio per avvertire i compagni (foto Fabrizio Bottamedi

Il camoscio è un animale timido e sospettoso: soprattutto nei gruppi delle femmine le anziane svolgono il ruolo di sentinelle, scrutando l’ambiente circostante, emettendo in caso di pericolo un fischio con le narici, avvertendo così le compagne di scappare. Per comunicare ai compagni che qualcosa non va, i camosci possono anche emettere un belato o una sorta di abbaio.

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