Il grifo del cinghiale

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Il cinghiale (foto Alessandro Forti)
Il cinghiale (foto Alessandro Forti)

Il cinghiale euroasiatico (Sus scrofa) appartiene alla Famiglia dei Suidi, caratterizzati dalla presenza di un disco nasale cartilagineo, privo di pelo e ricco di terminazioni nervose chiamato grifo.

Questa corta “proboscide” viene utilizzata, durante la ricerca del cibo, per smuovere il terreno. Il capo è strutturalmente adatto allo scavo ed il collo possiede dei grossi muscoli che aiutano il muso a sollevare grandi masse di terra.

Ben adattato a diverse condizioni ambientali, soprattutto collinari e montane, il cinghiale predilige le aree con buona copertura forestale o a macchia. Una condizione che influenza la dieta onnivora e che varia in base alla disponibilità trofica ambientale, ovvero cambia da un’area geografia all’altra ed in base alle stagioni.

Anche se la sorveglianza da parte della madre comincia ad allentarsi con il tempo i giovani di cinghiale (a destra) vengono protetti dal gruppo femminile matriarcale (foto Alessandro Forti)
Anche se la sorveglianza da parte della madre comincia ad allentarsi con il tempo i giovani di cinghiale (a destra) vengono protetti dal gruppo femminile matriarcale (foto Alessandro Forti)

La dieta presenta una frazione per lo più vegetale (frutta e tuberi) e una animale, ovvero uova e pulli di specie ornitiche che nidificano a terra, lombrichi, rettili, piccoli mammiferi e carcasse. Può capitare che il cinghiale possa predare i piccoli di cervo, capriolo e lepre lasciati incustoditi dalla madre, ma anche nidiacei di Galliformi come il fagiano, il gallo forcello ed il gallo cedrone.

Molto appetite sono le ghiande e le faggiole, che ricche di carboidrati aiutano a formare uno strato di grasso sottocutaneo con una duplice funzione: da isolante termico e da riserva energetica, entrambe utili per affrontare l’inverno, uno dei momenti difficili dell’anno. Non a caso in autunno l’accumulo a terra di frutti silvestri (ghiande, castagne e faggiole) consente agli individui di affrontare meglio la stagione fredda, quando il terreno è spesso ghiacciato e coperto dal manto nevoso e riduce la possibilità di scavo.

Però dove presenti il cinghiale utilizza anche le produzioni agricole, causando tramite lo scavo (attività trofica) ingenti impatti e danni economici a colture di cereali, Leguminose ed uva ad esempio, generando così un conflitto con le attività antropiche.