IL LUPO TRA NOI… AL LUPO!!!

IL RITORNO DEL LUPO SULLA ALPI in pillole….

Il lupo è tornato sulle nostre montagne e la sua presenza impone riflessioni attente sul rapporto dell’uomo con la natura più selvaggia.

Il lupo è tornato spontaneamente sulle Alpi a partire dalla fine degli anni ’80 a causa dell’espansione delle popolazioni appenniniche e slovene.

I motivi che hanno portato all’espansione del lupo sono molteplici; tra questi l’abbandono delle campagne e delle montagne, l’aumento delle popolazioni di ungulati selvatici e le diverse misure di protezione accordate alla specie nel corso degli ultimi 25 anni.

Il lupo ha toccato in Italia il suo minimo storico negli anni 50-60, sia per numero che per estensione dell’areale; successivamente le popolazioni hanno iniziato a crescere fino ai massimi dei nostri giorni.

Il lupo è un incredibile camminatore
Il lupo è un incredibile camminatore

Attualmente in Italia si stima la presenza di circa 1500-2000 lupi ma, nonostante stime precise non siano possibili, è probabile che le consistenze siano maggiori.

Negli ultimi quarant’anni il lupo ha rioccupato tutti gli Appennini e gran parte delle Alpi, secondo gli esperti la specie continuerà ad espandersi fino a ricolonizzare tutte le aree alpine e prealpine, spingendosi anche nelle aree meno antropizzate delle pianure.

Sulle Alpi, dalle Alpi Marittime fino alla Slovenia sono presenti circa 50 branchi per un totale di circa 300 individui ma le stime sono difficili da effettuare e la specie è in costante aumento numerico.

Il lupo è un incredibile camminatore e si può spostare anche di centinaia di chilometri dal luogo di nascita. Questa caratteristica ha fatto nascere leggende metropolitane (o meglio, “alpine”….) secondo le quali le amministrazioni pubbliche e i parchi hanno rilasciato lupi un po’ ovunque, cosa che in realtà non è mai accaduta.

In questa immagine un lupo (foto Andrea Mustoni)
Attualmente in Italia si stima la presenza di circa 1500-2000 lupi.

Immettere dei lupi senza regolari permessi sarebbe un azione illegale e accusare senza prova alcuna un’amministrazione pubblica di averlo fatto è diffamazione.

La conservazione del lupo sulle Alpi deve essere studiata nel massimo rispetto sia di ama la sua presenza, sia chi ne ha paura, sia di chi, come gli allevatori, nel lupo un elemento di difficoltà per la propria attività economica.

Il lupo non attacca le persone, nemmeno quando è in branco o affamato. A conferma di questa semplice fatto, quante volte abbiamo sentito di persone attaccate o uccise dai lupi negli ultimi 200 anni anche in zone? Nonostante questo rimane un animale selvatico da rispettare e tenere a distanza. 

Il lupo si può accoppiare con  cani, dando come progenie degli ibridi che possono avere caratteristiche comportamentali del tutto simili a quelle di un lupo puro. Anche questa caratteristica può avere contribuito all’espansione del lupo, in particolare sugli Appennini, dove localmente si trovano molti cani randagi.

Rapporto grandi carnivori. In questa immagine un lupo (foto archivio Ufficio stampa PAT)
Un lupo (Foto archivio Ufficio stampa PAT)

Il lupo è un animale che causa dei danni alla pastorizia e all’allevamento. Per conservare la specie gli esperti raccomandano di modificare, almeno in parte, i metodi attualmente usati nell’agricoltura di montagna, fornendo agli allevatori i mezzi, anche economici, per farlo. Custodia degli animali con la presenza del pastore, installazione di recinzioni elettrificate per la notte per contenere il bestiame, presenza di cani da guardia addestrati a difendere il bestiame sono alcune delle misure che possono essere messe in campo

Nelle zone di nuova colonizzazione, così come nelle aree frequentate storicamente, il lupo può essere visto anche di giorno e vicino alle case: gli esperti spiegano che non c’è da spaventarsi, frequentare aree poste a bassa quota non lontano dalle case è assolutamente normale per questa specie.

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