Il mantello dell’orso bruno

Orso bruno (foto Fabrizio Bottamedi)
Orso bruno (foto Fabrizio Bottamedi)

La pelliccia dell’orso bruno è costituita da due tipo di pelo: quello di giara e i peli cosiddetti di borra

L’orso bruno, qui ritratto da Fabrizio Bottamedi, cambia mantello (di colore bruno scuro, con sfumature dal beige al grigio scuro) una volta all’anno, con una muta unica e totale. Questo ricambio, come spiega lo zoologo Andrea Mustoni, è condizionato dall’andamento climatico stagionale, ma in genere ha inizio verso la metà di giugno per concludersi verso la fine di luglio.

Alla fine della muta il pelame appare corto e di colore più vivo, ma quando arriva l’autunno comincia a infoltirsi, arricchendosi di lanugine, conferendo all’animale un aspetto più massiccio.

Il mantello è formato da due tipi di pelo: dai peli di giara, che formano la parte più esterna della pelliccia, mediamente rigidi e di lunghezza variabile da 5 a 15 centimetri; e i peli di borra, più corti, da 1 a 5 centimetri, morbidi e contorti che formano una leggera lanugine chiara, non visibile in superficie.

Orso bruno. In inverno il pelo più lungo e folto conferisce all'animale un aspetto più massiccio (foto Andrea Mustoni)
Orso bruno: in inverno il pelo più lungo e folto conferisce all’animale un aspetto più massiccio (foto Andrea Mustoni)