LIFE+TEN

Il Trentino fa scuola con LIFE+TEN

L’esperienza trentina del progetto LIFE+TEN (in generale il metodo con il quale vengono “gestite” le aree protette nella nostra provincia) sarà “esportata” in altre regioni d’Italia. Lo ha deciso il Ministero dell’Ambiente, individuando anche le quattro regioni, rispettivamente Lazio, Toscana, Sardegna e Abruzzo, dove sarà replicato quanto realizzato in Trentino.

L’iniziativa sarà attuata attraverso il progetto “Mettiamoci in RIGA” che ha visto la presenza nella nostra provincia, proprio in questi giorni, di quattro delegazioni provenienti dalle regioni individuate dal Ministero dell’Ambiente.

Un momento della visita delle delegazioni in visita in Trentino per il progetto LIFE+TEN
Un momento della visita delle delegazioni in visita in Trentino per il progetto LIFE+TEN

Le delegazioni hanno fatto innanzitutto tappa a Brentonico per approfondire con i rappresentanti del Servizio Sviluppo sostenibile e aree protette della Provincia autonoma di Trento tutti gli aspetti prioritari del progetto TEN, vale il sistema delle aree protette e delle Reti di Riserve, la banca dati faunistico-floristica, il WebGis per la consultazione online del database e più in generale gli obiettivi e i risultati di una nuova gestione del sistema delle aree protette del Trentino basato sui principi di sussidiarietà responsabile, partecipazione e integrazione delle politiche di conservazione e sviluppo sostenibile locale.

Ha fatto seguito la visita ai prati aridi del Parco Naturale Locale “Monte Baldo”, alla Rete di Riserve “Trento – Monte Bondone”, a quella “Alta Val Cembra – Avisio” a Grumes, nella sede del “Green Grill”.

Ideato dal Ministero dell’Ambiente, il progetto “Mettiamoci in RIGA” nasce dalla necessità di incrementare la governance multilivello delle amministrazioni in campo ambientale.

La linea d’intervento ha in particolare l’obiettivo di promuovere la disseminazione delle buone pratiche per l’ambiente e il clima attraverso la replicazione degli oltre 130 progetti già realizzati in diversi contesti nazionali su otto macro temi ambientali e contenuti nella cosiddetta “Piattaforma delle conoscenze”. 

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