Il viaggio del gipeto Stelvio

Dal Parco Natura Viva di Bussolengo al Parco della Sierras de Cazorla, Segura y Las Villas in Andalusia: ecco il viaggio di Stelvio, il primo gipeto nato in un parco zoologico italiano, ma reintrodotto in natura in Spagna.

In Europa le popolazioni di gipeto (Gypaetus barbatus) hanno subito un importante calo nel XX secolo. Dalle Alpi, già all’inizio del Novecento, il gipeto era quasi scomparso principalmente a causa della caccia indiscriminata, tanto che la popolazione italiana è stata per anni classificata dalla “lista rossa” dell’International Union for Conservation of Nature (Iucn) in pericolo di estinzione. La scomparsa di questi animali può causare gravi ripercussioni sull’intero ecosistema alpino perché, come gli altri animali saprofagi, i gipeti sono spazzini della natura che riducono sensibilmente la possibilità di diffusione delle malattie infettive. Per questo negli ultimi trent’anni è stato progressivamente reintrodotto sulle Alpi compensando le perdite per gli avvelenamenti causati dal piombo nelle munizioni per la caccia agli ungulati e da un farmaco usato per il bestiame (il Diclofenac), che assieme alla progressiva riduzione del suo habitat, il disturbo antropico e la diminuzione degli ungulati selvatici di cui si nutre, hanno costantemente minacciato la specie. 

Questo percorso di ripopolamento è stato intrapreso anche nei cieli dell’Andalusia dove oggi, grazie a un riuscito progetto di reintroduzione del Parco della Sierras de Cazorla, Segura y Las Villas, sono tornati a volare i gipeti scomparso trent’anni fa. A questa piccola popolazione di rapaci si è aggiunto lo scorso 28 giugno “Stelvio” un nuovo e giovane membro nato tre mesi fa nel Parco Natura Viva di Bussolengo e trasportato in automobile dopo un viaggio di 1.815 chilometri durato due giorni fino ad un incavo nella parete di roccia del parco spagnolo a 1.350 metri di altitudine.

“Stelvio rimarrà nel suo nuovo nido senza volare ancora per 3 o 4 settimane – ha spiegato Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva – Nel frattempo verrà alimentato tramite un lungo tubo utile a fargli arrivare il cibo senza doversi calare in corda tutti i giorni. Poi un giorno deciderà di involarsi e fare parte di quel contingente attuale che sta ridando speranza a una specie scomparsa in questa zona negli anni ’80”.

Stelvio è stato liberato insieme a un esemplare proveniente dallo zoo di Berlino in un’area popolata da altri 38 gipeti reintrodotti dal 2013 a oggi. La sua liberazione è un risultato storico visto che è il primo gipeto italiano nato in un parco zoologico ad essere reintrodotto in natura all’interno di un progetto di conservazione ex situ, ovvero al di fuori dell’ambiente naturale. Ora lo sviluppo dell’animale, dotato di gps, di un anello identificativo e sottoposto alla decolorazione delle penne remiganti per meglio individuarlo in volo, sarà costantemente monitorato dalla Vulture conservation foundation che in questi anni in Europa ha seguito tutti i progetti di allevamento e conservazione di questi grandi rapaci che stanno gradualmente tornando ad occupare i cieli europei. I progetti di reintroduzione di questa specie, infatti, hanno un respiro continentale e l’obiettivo è quello di restaurare una popolazione stabile e nidificante che, grazie alla tutela degli ecosistemi, possa un giorno dall’Andalusia congiungersi con quella del nord della Spagna. “Per il momento però ci occuperemo di capire solo quando il gps di Stelvio restituirà il segnale movimento: vorrà dire che il primo volo è stato spiccato” ha concluso Zaborra. 

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