Importante scoperta scientifica del Centro ricerche Terme di Comano e CIBIO

Centro di ricerca delle Terme di Comano e CIBIO hanno individuato le centinaia di specie batteriche che popolano la fonte termale, molte delle quali sconosciuti alla scienza

Scoperta la comunità microbica delle acque termali di Comano: una ricerca, promossa e finanziata dall’Istituto G.B. Mattei, Centro di ricerca delle Terme di Comano e realizzata dal CIBIO – Centro di Biologia Integrata dell’Università degli Studi di Trento, ha permesso d’individuare le comunità di microorganismi, molti dei quali sconosciuti alla scienza, che popolano l’acqua termale e che potrebbero giocare un ruolo importante nei preziosi effetti terapeutici. 

La ricerca, pubblicata su “Microbiome” – rivista internazionale di riferimento scientifico nella biologia, rappresenta un’anteprima mondiale che colloca le Terme di Comano al vertice delle stazioni termali dedicate alla cura delle malattie della pelle. 

Oggi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione che ha visto in apertura i saluti istituzionali del vicepresidente e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione Mario Tonina, dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana e dell’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli. Sono quindi intervenuti: Mario Cristofolini, presidente Istituto G.B. Mattei; Alessandro Quattrone, direttore del Cibio; Alberto Iori ed Elena Andreolli, rispettivamente consigliere e presidente delle Terme di Comano; Nicola Segata e Olivier Jousson professori del Cibio per i dettagli della ricerca.

Terme di Comano. Un momento della Conferenza stampa sulla scoperta dei microrganismo nelle acque termali.
Terme di Comano. Un momento della Conferenza stampa sulla scoperta della  comunità macrobiotica presente nelle acque termali di Comano (foto archivio Ufficio Stampa PAT)
La ricerca

Le cure termali, praticate fin dall’antichità, sono poco conosciute dai medici che spesso faticano a prescriverle in quanto in molti casi prive di documentazione scientifica. Da molti anni alle Terme di Comano sono state realizzate ricerche che hanno documentato gli effetti benefici dell’acqua termale per la cura delle diverse patologie trattate. Sono state quindi dimostrate le proprietà antinfiammatorie ed immunomodulanti dell’acqua termale, attraverso ricerche cliniche osservazionali, epidemiologiche ed indagini di laboratorio. Non era però ancora stato chiarito il reale meccanismo d’azione dell’acqua termale.

La ricerca ha permesso d’individuare una ricca comunità microbica composta da centinaia di specie batteriche, in gran parte ignote al mondo scientifico, che presentano diversi tipi di bioattività: sono stati isolati più di 100 ceppi batterici di cui alcuni hanno dimostrato proprietà immunomodulanti ma anche antibatteriche o in grado di degradare materiali recalcitranti come la cheratina. 

Lo studio è stato condotto presso il Dipartimento di Cellular, Computational and Integrative Biology – CIBIO dell’Università di Trento, dal gruppo di ricerca diretto dal prof. Olivier Jousson. Si tratta del primo studio al mondo che analizza con queste tecnologie ad alta risoluzione il microbioma presente in un’acqua minerale con proprietà terapeutiche.Dati i preziosi risultati raggiunti, l’attività di ricerca in questo campo sta continuando con studi complementari per definire ulteriormente i meccanismi di azione dell’acqua e di interazione con il microbiota umano. Inoltre le Terme di Comano ed il CIBIO stanno lavorando per lo sviluppo di una linea cosmetica di nuova generazione basata sull’utilizzo dei microrganismi con maggiore attività antiinfiammatoria come additivo nella formulazione.

Questi studi potrebbero avere un radicale impatto anche sulle metodologie di classificazione delle acque termali. Attualmente esse vengono catalogate in base alle loro sole caratteristiche chimico-fisiche (composizione, temperatura, residuo fisso, ecc.), secondo un sistema risalente al 1933. Con le nuove scoperte, infatti, emerge la possibilità di elaborare una classificazione che includa anche la composizione del microbioma caratteristico delle varie acque termali. Per questo è stato avviato nel 2017 uno studio affidato allo stesso gruppo di ricerca del CIBIO, in collaborazione con l’Azienda provinciale per i servizi sanitaria e Appa – Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente. Questa ricerca ha come obbiettivo la caratterizzazione del microbioma di 40 sorgenti termali e delle acque da tavola trentine (Surgiva, Pejo, Levico), anche sotto il profilo temporale. 

Questa ricerca consentirà, oltre a definire il profilo microbiologico di ogni fonte, anche di identificare eventuali fluttuazioni stagionali e capire quali gruppi microbici sono specificamente associati ad ogni fonte, in relazione alle sue proprietà fisico-chimiche e indicazioni terapeutiche.

Il finanziamento

Le Terme di Comano, da sempre, ritengono l’investimento in ricerca scientifica un asse strategico per il proprio sviluppo, chiave di un solido successo e garanzia di prospettive di crescita e di potenziamento della propria credibilità nel mondo scientifico. Obiettivo è proporre una medicina termale che, forte di un’impostazione medico-scientifica rigorosa, coniughi un approccio globale alla persona con una offerta all’avanguardia basata su un approccio culturale e scientifico di eccellenza. 

 

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