In fondo al mare il 77% di rifiuti è plastica

In occasione della recente “Giornata del mare e della cultura marina in ricordo della tragedia della petroliera Haven”, naufragata l’11 aprile del 1991 nel mar Ligure, il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha diffuso una serie di dati per ricordare il problema derivante dall’inquinamento della plastica nel mare.

“Se l’Agenzia Europea per l’Ambiente, promuove la qualità delle acque costiere in Italia per la balneazione, giudicata “al 90% eccellente”, ponendo l’Italia al di sopra della media europea – riferisce la nota del Ministero – meno bene va quanto alla pulizia delle spiagge: in 64 arenili sono stati trovati oltre 770 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia per un totale che supera i 180 mila oggetti spiaggiati. Poco soddisfacente anche la situazione dei fondali marini: il range finale di oggetti ritrovati per chilometro quadrato è compreso tra 66 e 99 e il primato, con il 77%, spetta alla plastica”.

«In fondo al mare – ha detto in ministro dell’Ambiente, Sergio Costa – ci sono buste, bottiglie, contenitori per alimenti e attrezzi da pesca. Con la legge “Salvamare” contiamo di dare un contributo a risolvere questa emergenza. Non è possibile che su 150 tartarughe morte spiaggiate, i ricercatori ci dicano che tre su quattro presentano plastica nel corpo”.

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