Bosco Caproni, le cave di olite (foto Massimo Dorigoni)

Il sorprendente Bosco Caproni

Un itinerario naturale alle porte di Arco, per scoprire le cave di olite da cui sono nate straordinarie statue

Qualche settimana fa approfittando delle belle giornate primaverili siamo andati a visitare il bosco Caproni, luogo incantevole e seducente a due passi da Arco, in località Massone. Abbiamo percorso, all’interno di questa area verde,  il sentiero storico naturalistico che trasmette a chi lo percorre serenità e pace.

Un bosco voluto fin dal 1944 dall’ingegnere aeronautico arcense Gianni Caproni e che successivamente gli è stato dedicato. Sono 44 gli ettari che racchiudono in sé: le cave di olite, una pietra bianca adatta, tra le altre cose, alla scultura di statue; le trincee austro-ungariche della Grande Guerra; una faggeta alternata a castagni, ulivi; muretti a secco e vecchie costruzioni incorniciate da una vegetazione dal sapore mediterraneo. All’entrata del parco incontriamo Giancarla Tognoni responsabile dell’ufficio cultura del Comune di Arco che ci accompagna fino alla casetta del punto informativo posta all’interno del parco.

In questa immagine l'entrata del Bosco Caproni
L’entrata del Bosco Caproni

Un ambiente che coniuga sicuramente tanti interessi?

«Sicuramente sì, il sentiero che stiamo percorrendo è suggestivo, e passa per tratti proprio all’interno delle cave che erano già utilizzate in epoca romana. All’estrazione della pietra per la costruzione di ponti si è poi passati a quella per la scultura di grandi statue. Gli sviluppi si sono poi succeduti fino all’inizio del Novecento del secolo scorso, in epoca preindustriale con la costruzione di tubi per la messa in opera della rete idrica di Arco e per la realizzazione di fontane in pietra dislocate poi in vari punti della cittadina stessa».

E’ una zona importante anche a livello storico?

«Nella parte che guarda verso la valle del fiume Sarca possiamo notare un percorso trincerato  molto ben visibile. Era questa una seconda linea di controllo del territorio durante la grande Grande Guerra. Il lavoro svolto da molte associazioni del posto per il ripristino dei manufatti è stato di basilare importanza».

In questa immagine le trincee del Bosco Caproni
Le trincee del Bosco Caproni

Possiamo definirlo un percorso didattico a tutti gli effetti?

«Noi facciamo delle attività didattiche soprattutto per le scuole materne. Percorrere questo sentiero, abbastanza comodo, è senz’altro costruttivo e educativo. Raccontiamo sovente ai ragazzi la storia del nostro uomo che piantava gli alberi e spieghiamo l’interesse e l’attenzione di Gianni Caproni per recuperare un patrimonio boschivo altrimenti fortemente compromesso».

Quale futuro per questa incantevole zona?

«Il futuro è anche adesso. Stiamo scoprendo, infatti, piano piano, una bellissima conformazione glaciale in pietra, l’ha individuata uno scalpellino del posto appassionato di geologia. Molti volontari delle associazioni si sono messi a disposizione per portare alla luce l’ennesima sorpresa nascosta di un luogo tanto grande quanto affascinante».

In questa immagine Pannelli informativi lungo l'itinerario del Bosco Caproni
Pannelli informativi lungo l’itinerario

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.