Un esemplare di cervo (foto Graziano March)

La forca e la corona del cervo

Il palco, chiamato anche trofeo, è forse la caratteristica più conosciuta dei maschi di cervo (Cervus elaphus). Le femmine di questa specie, così come nei caprioli, non hanno, infatti, questa appariscente appendice frontale costituita da una sostanza ossea che può pesare in media tra gli 8 e i 10 kg.

Uno degli aspetti più sorprendenti dei palchi (chiamati così per distinguerli dalle corna, astucci costituiti da cheratina sovrapposti a un cavicchio osseo, tipici dei Bovidi come i camosci e gli stambecchi) è il fatto che sono caduchi, cioè annualmente (intorno ad aprile) si staccano alla base per poi ricresce immediatamente.

Il palco è costituito da stanghe che poggiano su un prolungamento dell’osso frontale, permanente, detto stelo. Mentre nel capriolo adulto ciascuna stanga di norma si ramifica in tre punte, nel cervo il trofeo è invece più imponente ed elaborato, ricordando sotto molti aspetti le ramificazioni di un albero.

Gli zoologi hanno dato dei nomi a ciascuna di queste ramificazioni: partendo dal basso i “rami” che si trovano lungo la stanga si chiamano, rispettivamente, oculare, ago (non sempre presenti) e mediano; le ramificazioni che si trovano all’apice del palco sono chiamate, invece, forca, se sono formate da due punte e corona in caso di tre o più punte. E sotto certi aspetti sono proprio la forca e la corona a conferire a questo straordinario cervide l’aspetto di forza unito a un alone di mistero.

Un esemplare di cervo (foto Graziano March)
In questo primo piano si possono osservare la forca e la corona all’apice del palco dell’animale (foto Graziano March)

Sebbene si possa stabilire una relativa corrispondenza tra le dimensioni del palco e l’età dell’animale, per determinare quest’ultima si deve però fare ricorso all’esame della dentatura (non è quindi corretta la credenza che si possa stabilire l’età del cervo contando le punte del palco).

Un cervo al tramonto (foto Graziano March)

Al termine di primo anno di vita nel maschio si formano due palchi senza diramazioni e in questo caso si parla di  fusone. Dagli anni successivi, il peso e parzialmente il numero delle punte del palco aumentano fino a quando tra l’ottavo e il decimo anno il palco raggiunge l’apice del suo sviluppo, mettendo ancora più in mostra le sue forche e corone.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.