Giornata europea dei parchi 2019: analisi critica

La Giornata europea dei parchi è stata celebrata anche nel nostro paese.

La settimana che si conclude domani è stata densa di giornate rilevanti per l’ambiente, con la giornata delle api e quelle delle tartarughe, passando dalla festa delle aree protette, senza scordare (ieri,venerdì) il Friday for future dei ragazzi. La Giornata europea dei parchi la corona degnamente.

La delegazione di Federparchi dal Presidente della Repubblica

Una delegazione di Federparchi– Europarc Italia è stata ricevuta ieri, venerdì 24 maggio, dal  presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Il Presidente e’ stato molto cordiale, si e’ mostrato interessato alle problematiche dei parchi”-  ha affermato Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi. “I parchi – ha sottolineato all’agenzia DIRE Sammuri, ” chiedono di ristabilire la governance e una gestione più flessibile dei fondi esistentim che potrebbe favorire il lavoro che portiamo avanti quotidianamente”.

L’analisi critica di Legambiente

Citiamo le riflessioni di Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette della maggiore associazione ambientalista italiana, Legambiente, che spiega sul sito della rivista La nuova ecologia: “Questo giorno di celebrazioni non deve distrarci dai problemi che persistono in un sistema di aree protette (ci ostiniamo a definirlo ancora così) che dimostra di resistere alle difficoltà.  Nei territori di loro riferimento Parchi terrestri e aree marine ottengono risultati importanti nella conservazione di habitat e specie, sono mete per il turismo attivo e sostenibile e aiutano economie virtuose a crescere, nonostante per oltre il 50% siano senza presidente e direttore o persino commissariati.”

Ricorda ancora l’esperto di Legambiente “Parchi nazionali e aree marine, che sono enti pubblici, operano senza Piani o regolamenti di gestione, devono tenere conto di disposizioni ministeriali ondivaghe, basti pensare alla giungla delle diverse procedure utilizzate per reclutare e nominare i direttori delle aree protette nazionali. Se questo “precario” sistema di aree protette ancora regge nell’immaginario collettivo, e viene riconosciuto dai cittadini come un bene comune utile per il nostro futuro, lo si deve alla resilienza che i parchi hanno acquisito e all’impegno di tanti, singoli e molte comunità locali, che credono e lavorano per rendere le aree protette strumenti importanti per conservare la natura e occasioni di crescita positiva per i territori.”

Nicoletti ha ricordato amaramente come oggi, “e non era mai accaduto” ha aggiunto, 13 parchi nazionali su 24 sono senza un presidente legittimo e gli enti sono affidati a commissari o vicepresidenti reggenti, che si assumono responsabilità che vanno ben oltre il sostenibile e il lecito delle norme della pubblica amministrazione. I problemi dunque sono grandi e di fronte all’ambientalismo si pone la sfoida di riportare nell’agenda politica i parchi.

Parco nazionale dello Stelvio

Del resto, venendo alla regione alpina, basta pensare alla regressione del Parco Nazionale dello Stelvio, bistrattato dalla politica, depotenziato e regionalizzato negli ultimi anni, per capire lo stato dell’arte e la serietà dei problemi. La Giornata europea dei parchi fa dunque riflettere.

 

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