La lucertola vivipara, una specialista dell’alta quota

La lucertola vivipara (Zootoca vivipara Jacquin, 1787) ha dimensioni non superiori ai 18 cm con corpo tozzo e muso arrotondato. Ampiamente distribuita nell’Europa e nell’Asia settentrionali (l’areale è in parte coabitato con il marasso, Vipera berus) in Italia è presente essenzialmente sull’arco alpino, dove è diffusa in modo circa omogeneo dal Friuli, alla Lombardia nord-orientale per diventare più frammentata e localizzata sulle Alpi occidentali.

La Lucertola vivipara vive prevalentemente tra la vegetazione erbacea del suolo, privilegiando prati umidi e torbiere; la sopravvivenza della specie, soprattutto per le popolazioni isolate, dipende dalla salvaguardia dei suoi ambienti (foto Alessandro Forti).
La Lucertola vivipara vive prevalentemente tra la vegetazione erbacea del suolo, privilegiando prati umidi e torbiere; la sopravvivenza della specie, soprattutto per le popolazioni isolate, dipende dalla salvaguardia dei suoi ambienti (foto Alessandro Forti).

Abita gli ambienti di montagna, dagli 800 m fino a circa 2500 metri sul livello del mare, specialmente le parti più elevate dei gruppi montuosi: questo perché è una specie tipica dei climi temperati-freddi, dove vive grazie ad una serie di adattamenti ecologici e fisiologici, tra i quali la viviparità, infatti, dopo 2-3 mesi dall’accoppiamento la femmina dà alla luce una decina di lucertolini autosufficienti.

Legata agli ambienti aperti e con vegetazione erbacea, si rinviene in zone umide come le torbiere, alle quote più elevate frequenta pascoli e praterie, scegliendo quei luoghi con presenza di arbusti, rocce affioranti e zolle di terra, tutti elementi che offrono contemporaneamente punti per termoregolarsi e nascondigli da eventuali pericoli. Frequenta inoltre i macereti e le scarpate anche stradali.

Una femmina adulta e gravida in termoregolazione. L’estate è il periodo migliore per osservare questa lucertola quando le femmine, per consentire la maturazione degli embrioni, devono esporsi al calore solare per parecchie ore al giorno (foto Alessandro Forti).
Una femmina adulta e gravida in termoregolazione. L’estate è il periodo migliore per osservare questa lucertola quando le femmine, per consentire la maturazione degli embrioni, devono esporsi al calore solare per parecchie ore al giorno (foto Alessandro Forti).

Un buon carattere distintivo per il riconoscimento della specie è rappresentato dal modo di spostarsi, relativamente lento e con evidenti contorsioni. La specie, elusiva e difficile da osservare è diurna e l’attività comincia ad aprile per protrarsi fino a settembre-ottobre in base alle quote, alle esposizioni ed alle condizioni climatiche locali. Però essendo lenta negli spostamenti spesso si lascia avvicinare anche a breve distanza.

Attualmente gli erpetologi (ricercatori che studiano Anfibi e Rettili) della Sezione di Zoologia dei Vertebrati del MUSE-Museo delle Scienze di Trento, stanno raccogliendo importanti dati per il nuovo Atlante degli Anfibi e Rettili della provincia di Trento. Anche una semplice osservazione effettuata casualmente durante un’escursione risulta essere un dato prezioso. Chi volesse partecipare mettendo a disposizione i suoi dati può farlo seguendo le indicazioni al link di cui sotto: http://biodoor.muse.it:8080/wordpress/index.php/cosa-facciamo/atlanti/

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