La Provincia di Bolzano verso la biodiversità

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Kompatscher conferenza sulla biodiversità

La Provincia di Bolzano punta sulla biodiversità. Questo dichiara il presidente della Giunta provinciale Arno Kompatscher.

Kompatscher ha dichiarato in conferenza stampa venerdì mattina 7 giugno (oggi per chi scrive) che intende attuare una serie di misure nei prossimi anni secondo il programma Alto Adige – Il territorio della biodiversità.

“La biodiversità riguarda tutti noi. L’uomo ha la responsabilità etica e morale, ed anche egoistica, nei confronti della natura che costituisce la sua fonte vitale. È necessario dare una svolta alla politica: la preservazione della biodiversità costituisce una grande responsabilità, una grande sfida e una grande opportunità” ha dichiarato il presidente. “Sostenere la biodiversità non rappresenta solo una sfida ambientale, ma costituisce anche la base del benessere economico e sociale della nostra terra. Un’elevata biodiversità garantisce infatti efficienza in agricoltura, un contesto naturale protetto e un ambiente salutare in cui vivere, da preservare per le prossime generazioni. La Provincia intende sostenere in modo rafforzato la biodiversità nei vari ambiti di intervento a fronte dei cambiamenti climatici e dell’evoluzione dello sviluppo del territorio, avvalendosi del sostegno della scienza e grazie a un impegno congiunto e sistematico dei vari settori economici e sociali partendo da una maggiore consapevolezza e presa di coscienza.”

Assieme agli assessori provinciali Arnold Schuler e Maria Hochgruber Kuenzer, il Landeshauptmann (così è chiamato in Alto Adige il presidente della Giunta, in tedesco) nel corso della conferenza stampa ha fatto il punto della situazione e degli obiettivi per sostenere la biodiversità nel corso della legislatura secondo il programma “Insieme si può. Alto Adige – Il territorio della biodiversità”.

Il comunicato diffuso annota. “Se da un lato l’evoluzione e le modificate condizioni climatiche hanno portato allo sviluppo di una grande biodiversità, allo stesso tempo l’intervento umano con l’estensione degli insediamenti, la realizzazione di infrastrutture per i trasporti e l’utilizzo agricolo intensivo hanno indotto ripercussioni sull’ecosistema. Questo trend è stato visualizzato con immagini riferite alla Bassa Atesina.”

“Un occhio attento alla biodiversità sarà mantenuto con costanza grazie al monitoring della biodiversità istituito circa un anno fa e che vede la collaborazione fra l’istituto di ricerca Eurac research e altre istituzioni di ricerca” -ha fatto presente il presidente Kompatscher. -“Il monitoraggio dello stato e dello sviluppo della biodiversità in tutto il territorio provinciale sarà attuato in modo sistematico e continuativo”. Kompatshcer ha spiegato che avvalendosi di 320 punti di rilevamento saranno presi in considerazione le varie specie viventi che reagiscono in modo sensibile alle modifiche nell’utilizzo del territorio, habitat naturali e anche del paesaggio colturale, quali vigneti, frutteti e prati.

“L’attività contribuisce alla creazione di una base scientifica che costituisce il presupposto per le decisioni che la politica è chiamata ad adottare in settori rilevanti quali la programmazione dello sviluppo del territorio, l’agricoltura, la tutela dell’ambiente e del paesaggio”, ha sottolineato il presidente.

“Nei prossimi anni con misure adeguate intendiamo porre maggiormente l’accento sulla biodiversità ed incentivarla anche nel settore dell’agricoltura chiamata a una produzione di qualità secondo metodi moderni”, ha fatto presente l’assessore Arnold Schuler che ha annunciato la presentazione pubblica nelle prossime settimane del complesso concetto Agricoltura 2020/2030 con una serie di novità per il suo sviluppo.

“Sapere, conoscere ed apprezzare”, così riassume – le conunicato -l’assessora Maria Hochgruber Kuenzer la necessità di maggior consapevolezza nei confronti della biodiversità presente in territorio altoatesino sottolineando che “l’uomo è parte della natura e non viceversa, e ha la competenza di intervenire con attenzione”. Il 25 % della superficie delle aree naturali è posta sotto particolare tutela paesaggistica, fra parco nazionale dello Stelvio, parchi naturali, biotopi e monumenti naturali, e are di tutela Natura 2000. “Le aree protette sono state spesso vissute come un peso, ma esse sono un valore”, afferma l’assessora ricordando il ruolo rilevante di sensibilizzazione sulla biodiversità svolto dai centri visite dei parchi naturali, nei confronti di residenti ed ospiti e soprattutto dei giovani. A sostegno dei paesaggi naturali e degli habitat e dello loro specie è stato operato un investimento di oltre 1 milione di euro.

“Per il futuro riveste grande importanza porre in connessione i vari habitat vitali nella programmazione dei piani paesaggistici in modo tale da salvaguardare e incentivazione la biodiversità”, afferma l’assessora.

Misure già attuate

Molto è già stato fatto, però, in vari ambiti per tutelare e favorire la biodiversità. Nella regolazione dei bacini montani a cura dell’Agenzia per la protezione civile, ad esempio, sempre più accanto alla funzione di tutela da pericolo di piene gli interventi di messa in sicurezza tengono presenti gli aspetti ecologici. Si parla così di rivitalizzazione dei corsi d’acqua con misure che favoriscono il mantenimento e il recupero di habitat vitali per flora e fauna. L’assessore Schuler ha fatto l’esempio della rivitalizzazione del torrente Aurino in val Pusteria. La piscicoltura provinciale è ora il nuovo centro di tutela specie acquatiche a Scena che opera a sostegno e tutela delle specie ittiche autoctone, quali la trota marmorata e il gambero di fiume, che vengono immesse nei corpi idrici rinaturalizzati. Assieme all’associazione dei pescatori si intende sviluppare un concetto di gestione ecologica delle acque di pesca.

“In totale sono già stati realizzati 118 progetti di rivitalizzazione di corsi d’acqua su tutto il territorio mentre altri 43 progetti di rivitalizzazione sono in fase di esecuzione, con un investimento complessivo di circa 41 milioni di euro” fa presente Schuler. Ulteriori 28 progetti sono in fase di progettazione.

“I boschi altoatesini presentano condizioni molto buone, come certificato dall’istituto di ricerca Boku di Vienna, contribuendo così notevolmente alla biodiversità e in futuro si punterà sempre più verso la selvicoltura naturalistica” afferma l’assessore. Accanto a una gestione mirata che punta a favorire il ringiovanimento e la diversificazione dei tipi di piante, sono state poste in atto misure per eliminare tipi di boschi non autoctoni. Ne è un esempio l’eliminazione progressiva del pino nero sui versanti di Monte Sole in val Venosta, sostituito da isole verdi con bosco misto. Nel settore faunistico è importante che le popolazioni di selvaggina, condizionate sempre più dai cambiamenti climatici, non si moltiplichino in modo incontrollato. Tra queste anche i cormorani. La presenza faunistica in certe aree costituisce un indicatore delle mutazioni ambientali. In alcune aree ne hanno tratto profitto i cervi, mentre altre specie ne hanno subito le conseguenze, come le popolazioni di pernice bianca. “Dovranno essere previste zone di quiete per la selvaggina”, afferma Schuler.

Di seguito i link per scaricare immagini e interviste:

Immagini

Intervista a Kompatscher

Intervista a Schuler

Intervista a Hochgruber Kuenzer

Interviste Kompatscher, Schuler, Hochgruber Kuenzer solo audio