Sgradita “sorpresa” al bivacco per i volontari Sat

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di Massimo Dorigoni

«Fino a gli ultimi giorni di novembre scorso era tutto in ordine. Nemmeno trascorsi sei mesi dall’ultimo recupero immondizie con elicottero in collaborazione con il Comune Valdaone e quello che abbiamo trovato all’interno del Bivacco Sat “Casinei”ci ha lasciati senza parole: davanti a noi si è presentato uno scempio vergognoso. Siamo rimasti basiti da tale senso di inciviltà».

In questa foto e in quella in alto la situazione di sporcizia e degrado in cui è stato trovato il bivacco dai volontari della Sat

 

A sfogare tutta la sua amarezza è Juri Corradi, il giovane e motivato presidente della Sezione Sat di Daone, rimasto a dir poco rammaricato insieme  ai suoi amici di sezione quando ha scoperto recentemente le condizioni di sporcizia in cui è stato ridotto il bivacco Sat “Casinei”, in Valle della Nova, a 1960 metri di quota. Bivacco poi ripulito dai volontari della Sat, ancora increduli per quanto accaduto.

I volontari della Sat di Daone durante le attività di manutenzione dei sentieri

«Svolgiamo il volontariato con orgoglio e passione per la montagna – spiega Juri Corradi – a volte sacrificando tempo che magari potremmo dedicare ad altro; un lavoro che implica dedizione, fatica e disponibilità. Siamo al servizio della comunità, installiamo cartelli segnaletici o dipingiamo di bianco e rosso i segnavia, cercando di facilitare il trekking dei turisti e dei locali. Ciò permette di fare stare a proprio agio gli escursionisti e gli alpinisti che si avvicinano ai rifugi per affrontare ferrate, arrampicate o anche fare delle semplici camminate in quota. Anche la cura dei bivacchi e dei rifugi di fortuna è nostra cura. Rispettare l’ambiente in cui viviamo e farlo sopravvivere integro per il futuro non è, però, solo una priorità di coloro che svolgono le varie pulizie in ambiente montano, ma dovrebbe essere priorità di ognuno di noi. Tutti, dall’alpinista all’escursionista, dal giovane all’anziano, dalle comitive ai solitari. Tutti dovrebbero anteporre alla salita in sé, la pulizia del luogo, per fare in modo che chiunque passi dopo possa godere degli stessi privilegi. Ci sono vari chilometri di sentieri Sat da gestire e già da maggio, se il tempo lo permette, si cominciano a portare avanti i lavori estivi. Ciò vale anche per la salvaguardia di flora e fauna».

Un’esperienza e un avvenimento spiacevole, quindi, ma che non ha intaccato la speranza e la motivazione dei volontari della Sat. «A volte – aggiunge il presidente della Sat di Daone – ci si trova ad arginare comportamenti che poco hanno a che condividere con la montagna; persone che definire maleducate è poco, lasciano spazzatura non biodegradabile sui prati o nelle forre incuranti di chi passerà dopo di loro, ma la speranza è che l’etica e il buonsenso col tempo prevalgano e che ognuno porti a valle i rifiuti e non rovini l’ambiente e rispettando la nostra opera che da sempre mettiamo gratuitamente a disposizione di tutta la comunità».