Lo stambecco beve poco, assimilando l'acqua dagli alimenti di cui si ciba (foto Helmuth Zeni)

La strana storia dello stambecco

L’uomo ha “quasi” sterminato lo stambecco e poi lo ha “quasi” salvato….

Fino alla metà del XVIII secolo si attribuivano proprietà “magiche” allo stambecco. Si pensava che alcune parti del suo corpo avessero proprietà medicamentose e curative. Ad esempio, si riteneva che la coda potesse contrastare qualsiasi sortilegio e che gli escrementi, se ben preparati con la giusta ricetta, potessero difendere dalla sciatica e da ogni infiammazione.

Queste credenze hanno portato ad una caccia indiscriminata dello stambecco in modo simile a quanto purtroppo avviene ancora in alcune parti del mondo con la tigre o il rinoceronte bianco.

In questa immagine uno stambecco (foto Andrea Mustoni)
Stambecco (foto Andrea Mustoni)

Nel 1820 sopravvivevano solo meno di un centinaio di stambecchi delle Alpi, rifugiati nelle vallate che sarebbero successivamente diventate il cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Nel 1821 Re Vittorio Emanuele I emanò misure protettive nei confronti dello stambecco (le Regie Patenti) proibendone la caccia e dando di fatto il via al recupero numerico della specie che era ormai destinata alla probabile estinzione.

Per tutelare ulteriormente lo stambecco, nel 1856 venne formalmente istituita la Riserva Reale di caccia del Gran Paradiso, che nel 1922 divenne Parco Nazionale.

Grazie alla tutela della specie iniziata nel 1821, circa un secolo dopo si arrivò ad avere una popolazione di circa 3000 capi, grazie ai quali negli anni successivi iniziarono i primi progetti di reintroduzione in diverse località dell’Arco Alpino.

Lo stambecco riesce a superare pendenze inaccessibili ad altri animali (foto Mustoni)

Tutti gli stambecchi presenti oggi al mondo derivano dalla popolazione del Gran Paradiso.

A causa della fame di cui pativano le persone, nel 1946, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la popolazione di stambecco subì una forte contrazione numerica arrivando a contare solo 416 individui.

Nella seconda metà del secolo scorso lo stambecco è tornato a colonizzare ampie porzioni delle Alpi e, grazie a numerosi progetti di reintroduzione, si è arrivati ad avere più di 50.000 capi distribuiti su tutta la catena alpina tra le Alpi Marittime e le montagne più impervie della Slovenia

In Italia sono presenti circa 4500 stambecchi, dei quali il 70% nelle sole provincie di Sondrio, Aosta e Torino.

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