La torbiera di Valda, un’area protetta da scoprire

Piccoli tesori della torbiera di Valda, in Valle di Cembra, dove accadono i miracoli

L’escursione alla Torbiera di Valda, area protetta nel cuore della Rete di Riserve Alta Valle di Cembra – Avisio, è una passeggiata nel bosco che ripercorre in parte il sentiero europeo E5, partendo da località Ponciach.

Si snoda su un anello di una quindicina di chilometri tra faggi, betulle, abeti rossi e bianchi, pini silvestri e roverelle, in un sottobosco di eriche, muschi e funghi: in questo periodo di primavera i primi a spuntare sono le morchelle, dalla curiosa forma spugnosa a cono che le rende comunemente note come “spugnole”. Dal suolo al cielo il percorso regala al camminatore una varietà inaspettata di paesaggi e cose da imparare e scoprire… per l’occhio attento che ha desiderio di coglierle. Come le impronte del tasso, il più piccolo tra i plantigradi, che ha lasciato nel fango del sentiero le tracce del suo passaggio un paio di giorni fa.

Una spugnola alla torbiera di Valda (foto Anna Molinari)
Una spugnola alla torbiera di Valda (foto Anna Molinari)

In compagnia di Sandro Zanghellini, accompagnatore di media montagna ed esperto conoscitore del territorio, ci immergiamo in particolare nell’ambiente prezioso e ancora poco conosciuto della torbiera: luogo povero di ossigeno dove la vita sembra impossibile, eppure ricco di batteri e storia nascosta tra piante carnivore e specie protette che solo qui al “lago” di Valda, in quest’angolo apparentemente inospitale, si sviluppano e crescono.

È aprile inoltrato, periodo in cui l’accoppiamento delle rane è ormai finito e tutte sono già tornate verso il bosco umido e ombroso. Restano solo le tracce della loro permanenza nella torbiera, ovvero ammassi gelatinosi di uova che, nascoste tra l’erba e mimetizzate per dissuadere i predatori, lasciano già intravedere i primi girini che si muovono. 

Dall’acqua spunta però ancora qualche sguardo curioso, che scruta i dintorni: sono i rospi che si sono attardati vicino alle rive della torbiera e che chiuderanno anch’essi, nel giro di un paio di settimane, la stagione degli amori. Al momento però sono ancora alle prese con la fecondazione: i rospi femmine depongono infatti le proprie uova in lunghi filamenti, una sorta di collana che inanella oltre 5000 piccole cellule subito fecondate dal maschio. Infatti durante l’accoppiamento, come ci spiega Sandro con simpatia e competenza, il maschio sviluppa sulle zampe anteriori dei piccoli calli scuri, che gli servono per aggrapparsi senza scivolare alla femmina e fecondare così, a mano a mano che vengono deposte, le uova.

Torbiera di Valda: panorama sulla Val d'Adige (foto Anna Molinari)
Torbiera di Valda: panorama sulla Val d’Adige (foto Anna Molinari)

Il percorso prosegue dalla torbiera su un sentiero che, chiudendo l’anello verso il ritorno, si apre sull’altro versante verso la Valle dell’Adige e permette di godere di un panorama decisamente interessante dal punto di vista orografico: si spazia dalle vette più lontane oltre l’imbocco della Val Venosta alle anse del fiume Adige, che ancora disegnano la forma della vallata anche dopo la variazione del suo corso.

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