Aquila chrysaetos (foto Alessandro Forti)

L’aquila reale, il superpredatore anche spazzino

Come un silenzioso puntino nel cielo, l’aquila reale (Aquila chrysaetos), in volteggio, appare e scompare tra le creste delle cime. Da quelle quote osserva il paesaggio sottostante in cerca di una preda, aspettando un momento opportuno (spesso la distrazione della preda) per attaccare. 

Questo potente cacciatore alato, legato agli ambienti aperti, si ciba di mammiferi (lepri, marmotte e volpi), uccelli (galliformi), in misura minore di rettili ed infine di carogne. L’aquila riveste un ruolo da superpredatore nell’ecosistema alpino, trovandosi all’apice della rete trofica (o rete alimentare); infatti catturando selettivamente gli individui meno forti o malati equilibra le popolazioni delle specie preda. Inoltre ha anche un ruolo da spazzino, consumando le carcasse degli animali morti a causa dei rigori invernali o delle malattie (per esempio rogna nel camoscio) che a primavera per il disgelo affiorano dalla neve. 

Oggigiorno per la protezione accordatale, gli ambienti idonei e la disponibilità di prede è possibile osservare con un po’ di fortuna e attenzione questo rapace diurno.

Nella foto in alto di Alessandro Forti un’aquila reale

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