L’azione dell’uomo fa cambiare la dieta ai pinguini

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Pinguini di Adelia (Foto ANSA/Sylvia Rubli-Wwf).

A causa dei cambiamenti climatici alcune specie di pinguini hanno cambiato la propria dieta: a rivelarlo è una ricerca internazionale pubblicata sulla rivista scientifica Pnas, condotta dai ricercatori della Louisiana State University, delle Università del Rhode Island, Oxford, della California a Santa Cruz e del Saskatchewan.

Secondo la ricerca a causa dell’impatto dell’uomo sull’ecosistema, in Antartide c’è una specie di pinguini che ha cambiato la propria dieta: dal krill antartico, crostaceo simile a un gamberetto, fonte alimentare oltre che per loro anche per foche e balene, questi simpatici uccelli acquatici (appartenenti alla famiglia degli Sfeniscidi) sono passati ad aggiungere pesci e calamari.

Per Michael Polito, ricercatore di oceanografia della Louisiana State University, “la riduzione delle popolazioni di foche e balene a causa di un’eccessiva pesca, può avere determinato un surplus di krill all’inizio alla metà del 1900. In tempi più recenti, si ritiene che gli effetti combinati della pesca commerciale del krill, del cambiamento climatico antropogenico e del recupero delle popolazioni di foche e balene, ne abbiano drasticamente ridotto l’abbondanza”.

Nell’analisi sono stati confrontati due tipi di pinguini: l’antartico (dal capo nero e dal muso bianco) e il Papua (che ha una caratteristica macchia bianca sul muso).

Analizzando anche le piume di pinguino raccolte durante le esplorazioni della penisola antartica, il team ha scoperto che entrambe le specie si nutrivano principalmente di krill durante la fase di abbondanza di questi gamberetti, all’inizio della metà del 1900. Al contrario, nella seconda metà del secolo scorso, i pinguini Papua hanno mostrato sempre più un cambiamento della loro dieta, includendo pesci e calamari, a differenza dei pinguini antartici che hanno continuato a nutrirsi esclusivamente di krill. Questa loro forte dipendenza, aggiunge Polito, “probabilmente continuerà a fare loro male quando i cambiamenti climatici e altri effetti umani s’intensificheranno”.