La lepre (foto Alessandro Forti)

Le doti nascoste (e straordinarie) della lepre

La forma slanciata e le potenti zampe posteriori rendono la lepre comune o europea (Lepus europaeus) un formidabile saltatore, capace di balzi di 1.5 metri in altezza e di 2.5 in lunghezza, oltre che un ottimo corridore in grado di raggiungere velocità di 60 km/h. 

La pelliccia della lepre, abbondante e soffice, si presenta di colore bruno e fulvo con screziature grigio-nere sul dorso, le parti inferiori sono biancastre. Le orecchie, più lunghe della testa, hanno un ampio padiglione e l’estremità è bordata di nero (foto Alessandro Forti)
La pelliccia della lepre, abbondante e soffice, si presenta di colore bruno e fulvo con screziature grigio-nere sul dorso, le parti inferiori sono biancastre. Le orecchie, più lunghe della testa, hanno un ampio padiglione e l’estremità è bordata di nero (foto Alessandro Forti)

L’ampia valenza ecologica le permettono di vivere in svariati ambienti, dalla pianura fino a circa 1500 metri sul livello del mare, quota oltre la quale sulle Alpi si rinviene la lepre variabile (L. timidus) con la quale può condivide l’habitat a queste quote, ma non oltre. Il Leporidae (la Famiglia cui appartiene) si può incontrare nei boschi, solitamente di latifoglie con ricco sottobosco, nei coltivi, nei boschetti, nei pascoli e nei boschi radi. Predilige però gli habitat caratterizzati da una buona diversità ambientale, vivendo soprattutto nei terreni aperti, dove si trovano le densità maggiori. 

È possibile osservare la lepre comune con maggiore facilità al tramonto, nelle ore notturne e all’alba, quando esce allo scoperto per nutrirsi di vegetali. Nei luoghi in cui vive indisturbata può essere osservata anche in pieno giorno, infatti come altre specie animali adatta i propri ritmi vitali al disturbo provocato dall’uomo.

Durante il giorno in genere la lepre riposa in una depressione del terreno, chiamata comunemente covo (foto Alessandro Forti)

In generale presenta un’indole timida e un comportamento di grande prudenza, prestando una continua attenzione verso tutto ciò che la circonda. La posizione degli occhi ai lati del capo le consentono un ampio campo visivo, utile per percepire i più piccoli movimenti. Per difendersi dai suoi predatori naturali si confonde con l’ambiente circostante, restando ferma e appiattita al suolo; solo quando ciò che l’ha messa in allarme si avvicina troppo comincia la fuga fatta di lunghi balzi, salti laterali, cambi di direzione e corse veloci.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.