L’ermellino, lo specialista delle pietraie

520
Ermellino in abito invernale (foto Jacopo Rigotti)
Ermellino in abito invernale (foto Jacopo Rigotti)

Una delle caratteristiche dell’ermellino, un carnivoro appartenente alla famiglia dei Mustelidi, qui ritratto da Jacopo Rigotti, è la sua bellissima livrea che in inverno diventa bianca, ad eccezione della punta della coda che rimane nera.

L'ermellino in abito invernale (foto Jacopo Rigotti)
L’ermellino in abito invernale (foto Jacopo Rigotti)

Grazie a questa straordinaria capacità di mutare colore (in estate il mantello è bruno-rossiccio nella parte superiore e bianco-crema sul ventre) questo mustelide riesce a confondersi benissimo con l’ambiente circostante (cosiddetto criptismo) difendendosi così da possibili predatori (per esempio volpi, aquila) e diventando “quasi invisibile” quando caccia.

Ermellino con il mantello estivo (foto Jacopo Rigotti)
Ermellino con il mantello estivo (foto Jacopo Rigotti)

E proprio la caccia, che pratica sia di giorno, sia di notte, alternando fasi di riposo, è un’abilità che lo contraddistingue: le sue prede sono soprattutto piccoli mammiferi, come le arvicole, ma anche piccoli uccelli, rettili e anfibi. La forma del suo corpo, allungata, sembra fatta apposta per predare i piccoli roditori: la testa appiattita, il collo lungo, le zampe corte gli permettono, infatti, di muoversi con agilità anche tra le fessure delle pietraie e d’infilarsi nelle tane delle possibili prede, rendendolo un vero e proprio specialista di questi ambienti di alta montagna.

Nel corso della sua evoluzione si è, per così dire, attrezzato per vivere bene alle alte quote, addirittura sopra i 3000 metri (anche se si può avvistare a quote più basse, soprattutto nei boschi ricchi di sottobosco) e questo grazie alla folta pelliccia invernale, alle orecchie piccole che diminuiscono la dispersione del calore.