Il regista e scrittore Luca Albrisi

Luca Albrisi: “L’uomo deve ripensarsi come parte della natura”

Il regista e scrittore Luca Albrisi ci spiega perché le attività all’aria aperta sono un mezzo per avvicinarci a ciò che siamo

Abbiamo incontrato lo scrittore e regista Luca Albrisi in occasione del 67. Trento Film Festival. Amante dell’outdoor e di comunicazione, dopo avere trascorso la sua adolescenza in città, si è trasferito in Trentino e precisamente a Pejo, in Val di Sole.  È qui che ha trovato il suo ambiente naturale di vita. Laureato in filosofia è diventato maestro di snowboard, freerider, scrittore e videomaker, molte sono le iniziative che lo legano indissolubilmente al territorio alpino e in generale al rispetto per l’ambiente.

Il tuo film “The Clean approch”, l’approccio pulito all’ambiente. Ci puoi spiegare in breve?

«The Clean approch non è un termine tecnico, è più che altro un termine stilistico, una filosofia per approcciarsi alle attività outdoor. È inoltre il titolo che ho usato per il mio documentario su questo argomento. La mia idea è di rappresentare, appunto, un cambio di visione nel modo di fare sport che sia il più possibile a basso impatto per l’ambiente».

Il regista e scrittore Luca Albrisi
Il regista e scrittore Luca Albrisi

È quindi possibile trovare un compromesso tra sport di massa e natura?

«Gli sport all’aria aperta sono in netta espansione, la ricetta purtroppo per ora non c’è. Diciamo più che altro che si tratta di educare e educarsi. È un processo non immediato, ma che ha bisogno di piccoli passi che sono necessari. Le attività all’aria aperta sono un mezzo per avvicinarci a quello che siamo. Molte persone che non conoscono la natura si possono avvicinare ad essa appunto attraverso l’attività outdoor».

Un'immagine del film di Luca Albrisi "The Clean approch"
Un’immagine del film di Luca Albrisi “The Clean approch”

Il contatto con la natura. Tema sempre di attualità.

«L’uomo pensa di essere un essere vivente che sta al di sopra e dispone di tutto. Bisogna che l’uomo cominci a ripensarsi come parte della natura».

Quali i riscontri tra le persone dopo aver dato in visione al pubblico il tuo documentario “The clean approch”?

«È da un anno che il documentario sta girando per festival e proiezioni varie. Il film ha riscosso grande interesse tra le persone, e questo mi fa molto piacere al di là dei premi o dei numeri riscontrati fino ad ora. L’attenzione verso l’ambiente in questi ultimi mesi è cresciuta molto. Sicuramente l’insegnamento nelle scuole potrebbe essere un buon inizio, ma a casa, i bambini imparano dai genitori. Solo cambiando noi stessi possiamo aiutare gli altri a cambiare, ma non solo i figli, anche gli amici possono essere da noi “contaminati”». 

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