Lupo ibrido nel litorale romano: Lipu chiede la sterilizzazione

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Lupo ibrido
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Il nuovo maschio alpha del branco del litorale romano è un lupo ibrido fra cane e lupa. Lo affermano gli esiti delle analisi genetiche effettuate su campioni di feci. I  gestori della riserva statale dove vive Nerone, come è stato soprannominato, sono fermi e non agiscono per sterilizzarlo, come hanno chiesto invece da tempo i ricercatori dell’Oasi Lipu Castel di Guido a Roma. La richiesta è di castrare Nerone e reimmetterlo in natura, per evitare un inquinamento genetico e per garantire dunque la conservazione del lupo appenninico. I ricercatori, attraverso tecniche di monitoraggio come il videotrappolaggio, il campionamento genetico non invasivo, la ricerca dei segni di presenza e il wolf howling, avevano accertato nello scorso autunno un cambio di dominanza nel branco, il secondo in meno di un anno.

“Il nuovo maschio, ripreso già da fine settembre associato alla femmina riproduttiva (soprannominata Aurelia) – si legge nel comunicato diramato oggi dalla Lipu –  fin dalle prime immagini rivelava evidenti anomalie fenotipiche che lo distinguevano da un tipico lupo appenninico (Canis lupus italicus): in particolare il mantello nero e una morfologia atipica. Le analisi genetiche su escrementi rinvenuti a dicembre hanno dato l’esito temuto:  “Nerone”, è un ibrido di prima generazione, figlio di un cane maschio ed una lupa femmina, probabilmente arrivato in dispersione da un nucleo ibrido presente nelle aree a nord di Roma.”

La Lipu spiega che era arrivato velocemente il parere positivo dell’Ispra, con le necessarie autorizzazioni da parte del ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, c’era già il sostegno tecnico-scientifico dell’Università La Sapienza, c’era disponibilità del Comando dei Carabinieri Forestali, il parere positivo da parte della Regione Lazio e la completa disponibilità da parte del Wolf Apennine Center ad effettuare l’intera operazione, compresa la responsabilità scientifica. Mancava e continua a mancare, spiegano costernati gli studiosi, l’azione della Riserva naturale statale del Litorale Romano “il cui incomprensibile ed ingiustificato immobilismo perdura a tutt’oggi, mettendo in grave pericolo l’identità genetica dei futuri lupi di Roma.” raccontano. Il rischio che nasca una cucciolata di lupetti ibridi di seconda generazione è concreto. La dispersione divenuti adulti li potrebbe portare a diffondere un patrimonio genetico ibrido in Appennino.