Maggio freddo? Greenpeace spiega perché

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Il freddo di questi giorni, così come la siccità, le tempeste di vento, le alluvioni degli scorsi mesi, il grande caldo che probabilmente avremo in estate, sono conseguenza dei cambiamenti climatici.

Maggio freddo Greenpeace
manifestazione per il clima – credito foto Greenpeace Italia

Lo spiega in un intervento sul sito dell’associazione Luca Iacoboni, responsabile di Greenpeace Italia. Non dobbiamo farci ingannare dalle apparenze, spiega l’esperto.

Innanzitutto – spiega l’attivista di Greenpeace – bisogna sempre considerare che per clima che cambia si intende una clima globale che cambia su tempi medio-lunghi, e dunque singole stagioni in singoli continenti non incidono sul fatto che il cambiamento sia o meno in atto, se sembrano dirci il contrario.

Però per questo maggio freddo una spiegazione puntuale e complessa, scientificamente fondata, viene presentata da Iacoboni. Eccola, tratta dal sito della ong.

Ecco una semplice spiegazione in 4 passaggi:

  1. l’Artico si sta scaldando più rapidamente del resto del Pianeta. Ciò probabilmente è dovuto al fatto che, una volta spariti i ghiacci che riflettono i raggi solari, a restare è l’acqua, che invece assorbe i raggi e il calore che essi portano;
  2. questo destabilizza il vortice circumpolare artico: una sorta di “cintura di venti” che tiene ferma sull’Artico una cupola di alta pressione di aria freddissima;
  3. la forza di questi venti dipende dalla differenza di temperatura tra area artica e aree temperate: se l’Artico si scalda di più delle zone temperate, la differenza di temperatura diminuisce e il vortice non riesce più a “contenere” l’alta pressione;
  4. a quel punto, la cupola di alta pressione si frammenta in più “lobi” che possono “migrare” verso latitudini temperate, portando con sé l’aria gelida.

Greenpeace ha voluto così rispondere alla scarsa attenzione pre il problema dle governo italiano. In conclusione, spiega Iacoboni,

“La situazione è seria: la politica si svegli e segua le indicazioni della scienza, abbandonando rapidamente carbone, gas e petrolio, fermando la deforestazione e diminuendo la produzione ed il consumo di carne. Tutti fattori che stanno facendo cambiare il nostro clima.  L’emergenza climatica è una sfida ambientale globale, ma è anche una questione di sicurezza nazionale: solo negli ultimi mesi, ha provocato, in Italia, decine di vittime e danni per centinaia di milioni di euro. Vedremo se il vicepremier Salvini ripeterà queste parole, ad esempio, alla prossima siccità che metterà in ginocchio, a livello ambientale ed economico, intere aree del nostro Paese.”

In questo nostro ultimo articolo trovate altre informazioni più approfondite sul tema del clima in ambito alpino.