Marzo: la sveglia degli orsi

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Orso bruno (foto Enrico Costanzo)
Orso bruno (foto Enrico Costanzo)

Marzo, gli orsi cominciano a svegliarsi dal loro letargo che, sulle Alpi, è più un’ibernazione, un torpore, un sonno a volte anche discontinuo, da cui essi in alcuni momenti si possono risvegliare per poi assopirsi nuovamente.  

Durante l’ibernazione invernale, per ridurre al minimo il dispendio energetico, gli orsi subiscono delle modificazioni fisiologiche, sebbene non estreme come in altri animali ibernanti, come ad esempio il ghiro o la marmotta che, durante il letargo, subiscono un crollo della temperatura corporea fino a pochi gradi sopra lo zero. Negli orsi il battito cardiaco diminuisce, la temperatura del corpo si abbassa di alcuni gradi rispetto alla normalità, gli atti respiratori scendono fino a meno di uno al minuto. 

La cosa più affascinante dell’ibernazione dell’orso bruno è legata al parto delle femmine. Esse partoriscono, infatti, durante il torpore invernale, all’interno della loro tana. Questo è reso possibile dal fenomeno per cui l’impianto dell’embrione nell’utero dell’orsa viene ritardato (grazie ad una fase di quiescenza successiva all’accoppiamento primaverile) e si verifica soltanto all’inizio dell’ibernazione, per permettere il parto in tana, luogo molto più adatto a proteggere i cuccioli nelle prime fasi del loro accrescimento e della propria vita. Gli orsacchiotti nascono con occhi chiusi e dimensioni ridotte, pesano meno di mezzo chilo, ma cresceranno poi molto velocemente grazie al ricco e nutriente latte della loro madre.

Per un’ulteriore lettura, qui alcuni precedenti articoli di Buongiorno Natura sull’argomento:

Orsa con piccolo (foto Enrico Costanzo)

A fine inverno, lentamente, grazie ad un breve periodo di riassestamento, gli orsi recuperano i loro valori fisiologici ordinari e riprendono le loro attività di sempre. Solitamente, i primi ad uscire dall’ibernazione sono i maschi adulti, seguiti piano piano da tutti gli altri. Le femmine con i nuovi nati ne usciranno più tardi.

Quest’anno, il caldo inverno dovuto ai cambiamenti climatici, ha anticipato un po’ il risveglio degli orsi trentini che, già da febbraio, hanno iniziato a mostrare i primi segni della loro presenza sul territorio.

M49, l’orso di cui l’anno scorso si è tanto parlato, definito problematico a causa dei suoi danni al patrimonio apistico e zootecnico ed ai numerosi tentativi di intrusione in malghe e centri abitati, si è svegliato anch’esso e nei giorni scorsi è stato segnalato nella bassa val di Fiemme. Ancora manifesta un comportamento di problematicità, tentando di entrare in malghe e baite e di predare animali domestici, per cui è stato oggetto di azioni di dissuasione con i cani da orso da parte della Squadra di emergenza orso – Unità cinofila del Servizio Foreste e fauna della Provincia Autonoma di Trento (PAT). 

Qui il link al comunicato stampa dell’Ufficio Stampa PAT relativo ad M49: https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/content/view/full/167679  

Qui, il link all’aggiornamento degli ultimi due mesi sui grandi carnivori presenti in Trentino, dal sito Grandi Carnivori in Trentino della PAT: https://grandicarnivori.provincia.tn.it/News/GENNAIO-e-FEBBRAIO-2020.

Nell’occasione, ricordiamo che il Rapporto Grandi Carnivori 2019, con i dati più aggiornati relativi ad orso, lupo e lince in Trentino, è in fase di ultimazione ed entro la metà di marzo sarà disponibile, sia in versione cartacea stampata, sia online, sul sito web “Grandi Carnivori in Trentino”, nella pagina dedicata della sezione “Rapporto Orso e Grandi Carnivori” (https://grandicarnivori.provincia.tn.it/Rapporto-Orso-e-grandi-carnivori). 

Inoltre, date le numerose fakenews molto spesso pubblicate sui canali social e sul web, si suggerisce di reperire le informazioni riguardo agli orsi ed agli altri grandi carnivori presenti in Trentino e sul territorio nazionale, da fonti informative ufficiali ed attendibili, quali, per esempio:

– il sito sui grandi carnivori del Trentino della PAT: https://grandicarnivori.provincia.tn.it/

– la pagina Facebook “Convivere con l’orso sulle Alpi”: https://www.facebook.com/Convivere-con-lorso-sulle-Alpi-612238268852817/

– il sito dell’LCIE (Large Carnivore Initiative for Europe) per una panoramica sui grandi carnivori che popolano l’Europa: https://www.lcie.org/

– Il sito del progetto europeo Life Dinalp Bear, per la conservazione e gestione dell’orso bruno sui Monti Dinarici del nord e sulle Alpi, oramai concluso, ma che rende ancora disponibile il proprio materiale informativo: https://dinalpbear.eu/home-2/

E’ altresì importante porre molta attenzione sui comportamenti da mantenere in caso di incontro con un orso bruno (o un altro esemplare dei grandi carnivori presenti sul territorio) e d’informarsi esaurientemente a riguardo da fonti attendibili.

Nell’occasione, si rimanda al materiale informativo prodotto dalla Provincia Autonoma di Trento e al dépliant recentemente realizzato e divulgato dal Gruppo Grandi Carnivori del CAI nazionale: 

– Orso bruno, flyer della PAT contenente indicazioni su come comportarsi in caso di incontro ravvicinato: https://grandicarnivori.provincia.tn.it/Comunicazione/Materiale-informativo/ORSO-come-comportarsi-in-caso-di-incontro-ravvicinato

– Dépliant a cura del Gruppo Grandi Carnivori CAI sui corretti comportamenti da mantenere in caso di incontro con orsi, lupi e anche con cani da guardiania: https://www.cai.it/grandi-carnivori-come-comportarsi-il-cai-lo-spiega-in-una-nuova-brochure/

Buona lettura!