Un lupo (Foto archivio Ufficio stampa PAT)

Max Solinas e i suoi lupi

Max Solinas: “Sulla convivenza uomo-lupo tutto è più facile di come pensiamo”

Durante una pausa caffè al Trento Film Festival abbiamo incontrato Max Solinas che a MontagnaLibri ha presentato la sua ultima fatica letteraria “Il Lupo e l’equilibrista”.

Veneziano di nascita, Max vive e lavora a Cison di Valamarino in Veneto. Valido alpinista, apprezzato scultore e ora, stimato scrittore: tra i suoi libri: “In silenzio tra gli alberi”, “L’Ordine della lupa”, “Viaggio verticale”.

Max Solinas
Max Solinas

Ci intratteniamo con lui per qualche minuto, il tempo di parlare un po’ del suo nuovo libro, del rapporto con la natura da sempre sua ispiratrice e del suo incondizionato amore per il lupo.  

È il suo secondo libro dedicato al rapporto dell’uomo con il lupo. Quali sono le motivazioni che lo portano a scrivere sull’argomento?

«Il lupo, la Natura, il bosco, l’arte e la ricerca di tutto ciò che ruota a ritmo circolare intorno a questi elementi continua a fare parte della mia vita, sino dall’inizio della stessa, mezzo secolo fa. E non ci penso nemmeno a sottrarmi a questo, al contrario continuo piacevolmente a crogiolarmi e arricchirmi  di quelle gratuite energie. Ecco il vero e semplice significato di uomo e lupo, animale e uomo, civiltà e natura selvatica. Ecco il perché dei miei libri, della mia scultura, della mia vita. Cerco costantemente e inesauribilmente lì dentro il mio equilibrio».

Max Solinas accanto a una sua scultura
Max Solinas accanto a una sua scultura

Sulla convivenza uomo-lupo è difficile trovare un equilibrio e i dibattiti negli ultimi tempi sono numerosi. Qual è  il suo pensiero?

«Non sono uno specialista del settore, sono solo un osservatore che ha imparato a guardare per vedere, a pensare senza parlare, senza giudicare, e sempre in rigoroso silenzio. Ma mi permetto di dire, pur sapendo che mezzo mondo mi criticherà, che tutto è più facile di come pensiamo: dobbiamo imparare ad affrontare la vita e le difficoltà con naturalezza e semplicità, così come fanno gli animali in natura. Dobbiamo essere meno egoisti, i lupi ci sono sempre stati, forse anche prima di noi, e ci saranno per sempre. Accettare il lupo vuole dire anche accettare noi stessi, la natura, la stessa che è sole, pioggia, neve, nuvole e vita. La libertà non si mendica, si esercita!»

La copertina dell'ultimo libro di Max Solinas
La copertina dell’ultimo libro di Max Solinas

Pensa che il suo scrivere del lupo possa sensibilizzare chi pensa che una convivenza con l’uomo sia impossibile?

«Scrivere è meglio che parlare. La parola scritta rimane, la voce invece sfuma e cambia forma in ogni bocca diversa. Noi uomini non siamo fragili, ma abbiamo paura di avere paura e per cui troppo spesso ci rifugiamo attacchiamo il problema, cercando in tutti i modi di sopprimere la paura. Io non posso e  non voglio convincere nessuno, mi basta potere dire quello che penso a voce bassa con la mia esperienza, dare un altro punto di vista, cambiare la luce e i colori di una favola troppo spesso mal raccontata e interpretata. Io amo la natura e lì dentro ci sono anche i lupi. A me basta. L’ignoranza fa sempre rumore».

Una scultura di Max Solinas
Una scultura di Max Solinas

Rimaniamo in argomento: lupi, orsi, cinghiali, secondo lei qual è la ricetta per fare convivere questi animali selvatici con il mondo moderno?

«Così come facciamo nel nostro mondo civile, lasciando il più possibile spazio agli altri, mischiandosi il meno possibile, rispettando le diversità, cercando la bellezza e l’equilibrio, così come un’opera d’arte! Ma lo so che è più facile da dire che da fare. L’uomo è schiavo del proprio cervello, dovremo ogni tanto dare spazio alla leggerezza, fantasia, sognare ad occhi aperti. Io lo faccio e ve lo consiglio. Vedrete che la ricetta prenderà forma senza che gli altri ve la scrivano per voi».

Non pensa che a questo punto potrebbe scolpire un’opera, un “monumento” al lupo e all’uomo? 

«Ogni mattina, ad ogni alba, un attimo prima di aprire gli occhi e tornare alla realtà ringrazio quel qualcosa che non ho ben capito cosa sia, ma che per certo mi da la forza immane di vivere ancora una volta veramente. Ecco la mia opera, la mia scultura, il mio monumento fatto di nuvole per il lupo e l’equilibrista uomo».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.