Yanez Borella da Fai della Paganella è arrivato a Roma. Correndo!

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Yanez Borella è arrivato a Roma
Yanez Borella è arrivato a Roma

Lo ha detto e lo ha fatto: Yanez Borella, dopo venti giorni, ieri (27 giugno), è arrivato a Roma, in Piazza San Pietro. E lo ha fatto così come aveva sognato, correndo, trainando, con una cinghia legata alla vita, il suo inseparabile carretto con i beni di prima necessità.

Partito lo scorso 7 giugno da Fai della Paganella, in Trentino (dove vive), ha raggiunto Roma di corsa, percorrendo quasi 1.000 km lungo l’affascinante via Romea Germanica (uno dei cammini più importanti e storici d’Europa che si sviluppa per quasi 2.200 chilometri da Stade, in Germania, a Roma). 

Lo abbiamo raggiunto ieri sera al telefono e gli abbiamo chiesto di raccontarci il cosiddetto “ultimo miglio”, la parte finale del percorso.

Che emozione hai provato quando hai raggiunto Piazza San Pietro?

“Una grandissima emozione, ma soprattutto mi sono sentito appagato. La Piazza era praticamente vuota, come se aspettasse solo me. Improvvisamente hanno iniziato a suonare le campane, allora dal carretto ho preso la bandiera dell’ADMO (Associazione donatori midollo osseo) e, dispiegandola, ho chiesto a un passante di scattarmi una foto. Quel semplice gesto ha richiamato l’attenzione delle poche persone che si trovavano nei dintorni che, avendomi visto arrivare di corsa e attratte forse anche dal carretto, si sono avvicinate, chiedendomi da dove provenissi. Così ho detto loro del mio viaggio e del perché lo avevo fatto e tutte si sono complimentate, qualcuno addirittura applaudendo. Posso dire che sono stato festeggiato”.

Yanez in Piazza San Pietro
Yanez in Piazza San Pietro

Sei arrivato in piazza San Pietro correndo e allo stesso modo hai attraversato la città. E il traffico?

“Ho incontrato pochissimo traffico e questo mi ha stupito: a Roma ho corso per circa 15 km e in alcuni punti facendolo addirittura in mezzo alla strada perché non passava neanche una macchina. In questo periodo, a causa dell’emergenza Covid, c’è poco turismo e quindi poco traffico ed è un’occasione unica per godersi la città. Pensa che ai Musei Vaticani, dove per entrare sono necessarie ore, ieri si attendeva non più di 15 minuti”.

Quindi una Roma tutta per te!

“Sì una Roma bellissima, in una veste inconsueta, quasi spettrale, ma soprattutto una città sempre accogliente. Ieri sera (venerdì) sono arrivato alle porte della città e non sapevo dove potere dormire. Mi trovavo nel quartiere della Giustiniana, nei pressi della tomba di Nerone e mi hanno indicato un convitto. L’ho cercato, ho suonato al campanello del portone e mi ha aperto una suora con marcato accento polacco: si trattava di un convento di suore, proprio polacche, dove poi ho scoperto, era stato ospite per diverso tempo anche Giovanni Paolo II. Il convitto però era chiuso, ma alla fine dopo avere spiegato del mio viaggio le suore mi hanno detto che potevo rimanere a dormire. Sono state gentilissime, mi hanno fatto visitare il piccolo museo che hanno dedicato a papa Giovanni Paolo II e mi hanno invitato a cena, peraltro buonissima. Alle 21, così come prescritto dalle loro regole, si sono spente le luci del convento per la notte, per poi suonare la sveglia all’alba. Anche questa è stata un’esperienza molto significativa, come altre che ho vissuto in questi ultimi giorni di viaggio”.

Ovvero?

“Un luogo davvero sorprendente, fantastico, misterioso che mi ha particolarmente colpito è stato Celleno, in provincia di Viterbo, conosciuto come il “Borgo fantasma“. Si tratta di un borgo, tutelato dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) che sorge su un panoramico ed erto sperone di tufo”.

L'arrivo di Yanez a Celleno
L’arrivo di Yanez a Celleno

Perché è chiamo il “Borgo fantasma”?

“Perché la parte vecchia è disabitata, anche se adesso la stanno recuperando: la località ha origini antichissime, risalenti al periodo greco ed etrusco e nel corso della storia ha subito carestie, epidemie, guerre, terremoti, fino poi all’abbandono definitivo nel 1800. Ma il dedalo delle sue antiche viuzze che portano al Castello, sono rimaste intatte ed emanano un fascino irresistibile, come se si facesse un viaggio con la macchina del tempo. Anche a Celleno non sapevo dove dormire, ho cercato un B&B nelle vicinanze, ne ho trovato uno, ma era chiuso. La madre del proprietario che si trovava fuori per lavoro, però mi ha ospitato lo stesso, invitandomi anche a cena, manifestando fiducia nei miei confronti e un senso d’ospitalità davvero indimenticabile”.

Le caratteristiche viuzze di Celleno, in provincia di Viterbo
Le caratteristiche viuzze di Celleno, in provincia di Viterbo

Indimenticabile come il tuo viaggio?

“Sì, lo posso davvero dire: questo viaggio per me sarà indimenticabile, anche se adesso non vedo l’ora di rientrare nella mia Fai”.