Nei boschi una maggiore attività degli uccelli

L’inverno senza neve agevola la vita di diverse specie di uccelli grazie a una maggiore disponibilità di cibo

La mancanza di neve che si sta registrando in questi giorni in Trentino se rappresenta una preoccupazione per le riserve idriche e per la stagione turistica, per molti animali del bosco, a cominciare da diverse specie di uccelli, costituisce invece una condizione che agevola la vita di tutti i giorni.

In questa immagine un maschio di fringuello. I fringuelli sono uccelli che si riuniscono in piccoli stormi (foto Jacopo Rigotti)
Un maschio di fringuello. Si tratta di uccelli che si riuniscono spesso in piccoli stormi (foto Jacopo Rigotti)

Nei boschi, a terra, c’è infatti una maggiore disponibilità di cibo, appunto perché non coperto dalla neve. Così, come ci ha spiegato l’ornitologo Luigi Marchesi, alcune specie di uccelli non hanno la necessità di spostarsi per alimentarsi, formando delle locali concentrazioni di numerosi individui che con i loro canti e voli animano in modo particolare la quiete invernale dei boschi a cui siamo normalmente abituati. È il caso delle cince che a terra si cibano di semi o dei fringuelli e delle peppole che mangiano le faggiole (i famosi frutti dei faggi).

In alcune zone del Trentino settentrionale nei prati senza neve si sono osservati anche alcuni singoli esemplari di uccelli migratori provenienti dal nord Europa, come nel caso di alcune specie di airone (uccelli prevalentemente carnivori) che hanno trovato le condizioni ideali per andare a caccia di piccoli roditori, soprattutto topi.

Gli uccelli che cantano soprattutto in inverno

Ma in questi giorni se si fa una passeggiata nei boschi si possono sentire anche gli uccelli che cantano abitualmente in inverno e che non hanno nulla a che fare con i canti dei fringuelli, delle cince o delle peppole.

In questa immagine un crociere (foto Jacopo Rigotti)
Un crociere, passeriforme dal caratteristico becco incrociato (foto Jacopo Rigotti)

Si tratta, per esempio dei crocieri e dei pettirossi, ci ha spiegato ancora Luigi Marchesi, anche se bisogna fare attenzione, perché i loro canti hanno motivazioni completamente diverse: mentre quello dei crocieri (passeriformi, della famiglia dei Fringillidi, dal caratteristico becco con le punte incrociate) è legato agli amori (l’inverno è il periodo, infatti, in cui cominciano le nidificazioni) il canto dei pettirossi invece è effettuato per questioni di dominio territoriale. I maschi di questo piccolo e vivace passeriforme in inverno hanno una forte attività canora proprio per allontanare dal loro territorio di svernamento i propri consimili o altri piccoli uccelli.

In questa immagine un pettirosso, tra gli uccelli più vivaci (Foto Jacopo Rigotti)
Un pettirosso, tra gli uccelli più vivaci e anche spavaldi (Foto Jacopo Rigotti)

 

 

 

 

 

 

 

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