Orsi e lupi: aggiornato il “Piano di comunicazione” della Provincia

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Gestione lupi e orsi. In questa immagine un esemplare di orso bruno
Un esemplare di orso bruno (foto archivio Ufficio stampa Pat)

La Provincia autonoma di Trento ha aggiornato il “Piano di comunicazione” per gli orsi e i lupi, vale a dire lo strumento operativo che, oltre a contenere le finalità generali e gli obiettivi del Piano stesso, stabilisce i “messaggi chiave” e i criteri che possono rendere più incisiva ed efficace la strategia di comunicazione, le iniziative programmate nei prossimi due anni per aumentare nell’opinione pubblica e nelle categorie di cittadini più direttamente interessate la conoscenza dei grandi carnivori, nonché le azioni di monitoraggio. Nel Piano è contenuto anche il “Protocollo comunicazioni nelle situazioni critiche“, cioé lo strumento d’indirizzo e di gestione delle azioni di comunicazione da attuare in presenza di situazioni non ordinarie, critiche e/o di emergenza legate alla presenza o all’attività di orsi “problematici”, diversamente definiti “dannosi” o “pericolosi” a seconda del loro comportamento.

«Il piano – ha spiegato l’assessore provinciale al turismo, agricoltura e foreste, Michele Dallapiccola –  è uno strumento operativo che dice certamente chi fa che cosa, ma vuole interpretare anche una nuova “filosofia” che vede l’orso e il lupo al contempo come animali selvatici e come elementi importanti e caratterizzanti del territorio trentino, ai quali dedicare una comunicazione trasparente, chiara e precisa, tempestiva e aderente ai dati di fatto ed alle evidenze di tipo scientifico».

Il Piano, frutto di un lavoro congiunto tra Servizio foreste e Fauna della Provincia autonoma di Trento, Parco Naturale Adamello Brenta, Museo delle Scienze MUSE, SAT, Trentino Marketing con il coordinamento dell’Ufficio Stampa della Provincia, prevede diverse azioni di comunicazione: dal Tavolo permanente di confronto con le categorie economiche interessate alla presenza dell’orso (allevatori, apicoltori, pastori, agricoltori) alle campagne di comunicazione rivolte alla generalità della popolazione; dai rapporti con i media alla presenza sui social network; dalle serate informative, agli educational per insegnanti, giornalisti, amministratori, operatori del settore turistico (albergatori, ristoratori, addetti delle Apt) e della montagna (guide alpine, accompagnatori di media montagna e di territorio…); dalla formazione del personale delle strutture provinciali coinvolte nelle tematiche di conservazione dell’ambiente alle proposte didattiche per le scuole, dal materiale informativo rivolto ai turisti (compresi i pannelli informativi e la segnaletica diffusa nelle aree di presenza degli orsi) ai convegni e alla pubblicistica di carattere scientifico.

«Abbiamo l’ambizione – ha spiegato ancora Dallapiccola – di riuscire a far passare il concetto che se un orso manifesta comportamenti problematici, la valutazione di come rispondere dev’essere quanto più puntuale e precisa, operata caso per caso, calibrata sullo specifico esemplare di orso singolo, in modo che a farne le spese non sia, come fino ad ora è accaduto, la “reputazione” di tutti gli altri».